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Dal modello 3ds a SketchUp, render con V-Ray, video con Vantage

3ds SketchUp V-Ray Vantage
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Oggi è venuto a trovarci il nostro amico Marco Mascher, docente certificato SketchUp e professionista del rendering fotorealistico con V-Ray e Vantage. Con lui parleremo della sua esperienza nel rendering per diverse tipologie di cliente, dello sviluppo della sua attività e nello specifico di un recente lavoro per il quale ha affinato il flusso di lavoro tra 3ds Max e SketchUp per arrivare al rendering con V-Ray e all’animazione con Vantage, mantenendo sempre le impostazioni dei materiali e facendo largo uso della libreria Chaos Cosmos.

Rendering per passione e professione con SketchUp e V-Ray

Benvenuto Marco, ti chiederei di cominciare con qualche riferimento spazio temporale, giusto per inquadrarti e poi potresti raccontaci per sommi capi il tuo percorso professionale che ti ha portato oggi a produrre immagini fotorealistiche e animazioni dedicate alla rappresentazione di progetti d’architettura e d’interni. 

Sono molto contento di essere qui e spero che il caso studio che ho scelto di illustrare possa incontrare gli interessi degli utenti che usano SketchUp Studio con V-Ray. In particolare quelli che si trovano a importare modelli 3D realizzati con altri software e magari vorrebbero spingersi verso le animazioni di qualità, senza dover impostare di nuovo tutti i materiali, le luci, ecc.

Prima però è giusto presentarsi: sono del 1988, diplomato geometra nel 2007 a Riva del Garda (TN), città a pochi km di distanza da Arco, dove ho sempre vissuto, anche se negli ultimi anni mi divido tra qui e Ginevra, in Svizzera.

Fin da molto giovane mi è sempre piaciuto usare il computer, soprattutto per il disegno, il fotoritocco e cose del genere, è così che ho incontrato anche SketchUp, ai tempi delle superiori. Mi ci sono appassionato praticamente subito per la sua peculiare facilità nella modellazione 3D, tanto che l’ho usato anche per la tesina finale della maturità, sebbene non rientrasse tra gli strumenti insegnati a scuola.

Poco dopo il diploma ho cominciato a lavorare, prima in uno studio di ingegneria e poco dopo in un negozio di arredamento, dove sono rimasto per circa 10 anni. Mi sono occupato anche di vendita, ma soprattutto di progettazione delle soluzioni d’arredo con un software configuratore 3D di mobili, producendo anche dei render veloci. Questa esperienza mi è proprio piaciuta ed è stata decisamente formativa per il seguito della mia carriera.

Nel 2018 mi sono trasferito a Scorzè, in provincia di Venezia, per lavorare per un produttore e venditore di cucine. Qui mi occupavo più della progettazione di punti vendita e allestimento di stand e proprio qui ho visto usare V-Ray per la prima volta, da parte di un professionista che dai nostri modelli 3D realizzava le immagini per i cataloghi.

Probabilmente la svolta è stata questa, da quel momento in poi il render fotorealistico mi ha proprio appassionato. Dopo qualche tempo, nel 2019 ho deciso di tornare dalle mie parti, di prendermi del tempo per studiare, provare vari modellatori e imparare le basi del rendering fotorealistico.

Alla fine ho scelto SketchUp, imparando molto dai corsi di Marco Chiarello e abbinandoci poi V-Ray e ora Vantage, con l’integrazione delle librerie di Chaos e talvolta anche della sua render farm.

In quello stesso periodo avevo cominciato a lavorare in un’azienda che si occupava di allestimenti fieristiciSul più bello che la cosa stava prendendo piede, è spuntato fuori il Covid, quindi il lavoro è rallentato, perché, anche se gli stand si progettavano, poi finiva sempre che le fiere non si facevano, perché c’era una nuova quarantena, si veniva di nuovo tutti contingentati e questo è capitato a più riprese.

Così mi sono indirizzato ancora di più verso la modellazione e il rendering e ho fatto l’esame per diventare SketchUp Specialist.
Focalizzandomi verso la rappresentazione d’architettura d’esterni e d’interni per il mercato immobiliare e dell’arredo, ho cominciato a sviluppare diverse collaborazioni con diversi professionisti e aziende. La prima collaborazione è stata con un architetto che conoscevo già, al quale servivano dei rendering e in pratica sono partito da qui, poi fortunatamente da cosa nasce cosa.

Al momento la mia attività si rivolge a tre tipi di clienti:

  1. il progettista (quasi sempre è un architetto) che mi chiede di rappresentare il suo progetto in modo fotorealistico per presentarlo o venderlo al committente;
  2. l’agenzia, l’investitore immobiliare o il costruttore che hanno bisogno di immagini accattivanti e plausibili degli immobili in vendita o in costruzione;
  3. l’azienda che produce e/o vende mobili che deve comunicare la sua soluzione d’arredo con immagini o animazioni, quasi come uno spot pubblicitario, senza però dover montare fisicamente il set per le riprese.

Capisco che da questa breve descrizione sembrino tre lavori simili, ma posso assicurare che sono tre tipi di richieste e di approcci molto diversi, ognuno con i suoi risvolti positivi.

1. Concorso di progettazione
Lighthouse hotel
Arch. Alessandra Piras
2. Vendita immobiliare
ecoDomus Volano
Art Holz
Rendering V-Ray per prodotto serramento
3. Catalogo di prodotto
Produzione serramenti in legno
Giuliani Serramenti

Rendering diversi per clienti diversi ma sempre con V-Ray

Se non ti dispiace, ti chiederei di approfondire questo discorso sui tre tipi di clienti. Mi immagino che il primo abbia idee chiare e che le voglia vedere realizzate come le immagina, il secondo cerchi una soluzione plausibile, dimostrativa e accattivante per il cliente, anche se poi non si realizzerà proprio così, mentre con il terzo tipo tutto ruota attorno alla valorizzare di un prodotto specifico. Con tutti c’è bisogno di capirsi, di entrare in sintonia e tutti hanno da offrire qualcosa in termini di esperienza. Sbaglio?

Sì, le differenze sono più o meno quelle ed è proprio la peculiare esperienza che si fa con questi clienti diversi fra loro che mi arricchisce ogni volta.

Quando ho a che fare con un architetto e devo renderizzare il suo progetto, ricevo proprio un senso di amore per quel che lui ha sviluppato e devo capirlo a fondo, per cercare di riprodurre la sua idea. Ci vuole tanta precisione e cura del dettaglio, non devo quasi mai inventarmi niente, non ho tanto margine di scelta, perché quel che non è già su “carta” è comunque nella testa del mio cliente. C’è bisogno di condividere, di ascoltare, di capire a fondo, così facendo riesco ad assorbire anche il senso del progetto, che per me è sempre un arricchimento. Il mio render serve al progettista per presentare il suo lavoro al suo committente, che potrebbe essere un privato che vuole costruire o restaurare una villa, ma potrebbe essere anche la giuria di un concorso di progettazione.

Nei casi in cui il fine ultimo è la vendita immobiliare, ho molta più libertà d’azione. Nell’arredo d’interni si tratta spesso di dover riprodurre le tendenze più diffuse, anche declinate secondo il gusto locale e di far sembrare gli appartamenti spaziosi, lussuosi e vivi, con piante, cuscini, libri, anche quel minimo di disordine di un’abitazione curata, ma vissuta. In questi casi posso quasi sempre proporre le soluzioni che preferisco, l’importante è che incontrino il gusto dei potenziali clienti, i quali al massimo arrederanno gli spazi in modo simile, o prenderanno spunto dalle mie immagini per realizzare qualcosa di diverso. In questi casi mi cimento (e diverto) in prima persona nella progettazione d’interni e provo soluzioni che piacerebbero anche a me, consapevole che probabilmente non verranno mai realizzate, ma servono a vendere un immobile

Per l’azienda che produce elementi d’arredo, o serramenti, bisogna studiare lo spot (nel caso dell’animazione) o l’immagine statica. Siamo proprio nel campo della visualizzazione del prodotto, tutto è studiato e finalizzato a mettere in risalto il singolo oggetto, le ambientazioni possono essere del tutto inventate, perché servono solo a contestualizzare in modo coerente l’oggetto, il mobile, il serramento

Sei tu che cerchi i tuoi clienti o sono loro a venire da te? Ti capitano richieste che non fanno al caso tuo, o che non ti va di prendere in carico?

Fortunatamente ora sono i clienti a cercarmi, io sono abbastanza attivo sui canali social (soprattutto Instagram) e cerco di mantenere aggiornato il portfolio per presentare i lavori che faccio sul mio sito. Penso che online si riesca a intuire a sufficienza cosa so fare e il mio taglio stilistico, così i clienti hanno modo di capire se incontra le loro necessità. In più vedo che nel tempo vanno strutturandosi anche alcuni rapporti che hanno una certa continuità e ne sono molto contento.

Richieste strampalate, fortunatamente no, non direi. Magari mi chiedono cose che non so fare o che non ho gli strumenti per fare, penso al settore della moda. Una volta mi è capitata una richiesta simile e l’ho girata a chi se ne sa occupare. Il rendering degli abiti sulle figure umane è un altro mestiere, potrei provare con delle borse da esporre in vetrina, meglio se sono abbastanza rigide, ma in generale preferisco rimanere nell’ambito dell’architettura e del design d’interni.

3ds Max da un lato, V-Ray dall’altro e SketchUp in mezzo

Ora facciamo una zoomata su un cliente del tipo 2, quindi parliamo di render per la vendita sul mercato immobiliare. In particolare dovresti raccontarci come si è svolto il tuo lavoro di rappresentazione di un complesso edilizio nei pressi di Rovereto (TN), realizzato da Art Holz e al momento in fase di ultimazione e vendita. Raccontaci come hai lavorato per la rappresentazione del progetto ecoDomus Volano, inquadrando il tipo di intervento e cosa lo rende interessante per gli utenti SketchUp, V-Ray, Vantage e anche 3ds Max.

Ho scelto di illustrare alcuni aspetti di questo progetto, perché rappresenta piuttosto bene la mia attività e può essere interessante per gli utenti sotto più punti di vista:

  • per la qualità intrinseca al progetto, perché si tratta di una lottizzazione per un piccolo quartiere residenziale ecosostenibile con abitazioni realizzate in legno;
  • per il fatto che rappresenta al meglio la dinamica del mio cliente numero 2, ossia lottizzazione residenziale e rendering per il mercato immobiliare;
  • ma sopratutto per il flusso di lavoro che ho messo in campo, per il modo in cui ho gestito diversi software e formati file, senza soluzione di continuità, facendo perno su SketchUp.


In particolare mi interessa mettere in evidenza il passaggio dal progetto 3D realizzato con 3ds Max, all’importazione in SketchUp, al rendering fotorealistico con V-Ray, all’animazione con Vantage. Il tutto con continuità e senza dover rifare cose già fatte tra un software e l’altro. Detta così sembra facile, ma fino a non molto tempo fa non era per niente una cosa scontata.

Importazione del file 3ds in SketchUp: tag, materiali, oggetti 3D

Tutto quello che si vede del progetto architettonico mi è arrivato già perfettamente modellato dall’architetto autore del progetto, realizzato con molta precisione con 3ds Max.
Il file 3ds ben strutturato mi ha permesso di importare in SketchUp un disegno con Tag e suddivisione dei materiali già ben organizzati tra i diversi elementi del progetto. Questo dimostra che c’è davvero un’ottima importazione da parte di SketchUp del formato 3ds.

Una volta verificata la perfetta corrispondenza del modello 3D importato, sono partito con la renderizzazione degli esterni. Per far ciò il progetto è stato arricchito con elementi di arredo e vegetazione, quasi tutti presi dalla libreria Chaos Cosmos e facendo largo uso della funzione scatter per la distribuzione casuale dei fiori.

Foto inserimento in V-Ray con immagini da drone e Google Earth

Il rilievo con il drone è stato gestito dal progettista mio committente, non dai colleghi con cui collaboro abitualmente per questo tipo di servizio; tuttavia non ci sono stati grossi problemi per l’inserimento degli sfondi.

Il drone si è alzato al centro del sito di progetto, ha fatto le foto di tutto l’intorno a 360°, io ho poi ricostruito questo cilindro di contesto in Photoshop e l’ho inserito in V-Ray come sfondo. Così facendo si ha un contesto realistico già posizionato correttamente, che va bene quasi per qualsiasi inquadratura, nonché per la successiva animazione e abbiamo anche prodotto il fotoinserimento dall’alto.

Lottizzazione Volano cilindro panorama SketchUp.

Render fotorealistici d’interni con V-Ray e oggetti Chaos Cosmos

Una volta terminati i rendering degli esterni e le immagini di fotoinserimento, sono passato alla definizione delle immagini degli interni degli appartamenti arredati. Anche in questo caso ho fatto uso della libreria Chaos Cosmos per arredare alcuni appartamenti tipo, ricorrendo a diversi materiali per rendere le diverse superfici in legno, materiale molto apprezzato dai potenziali acquirenti degli immobili in questo contesto geografico.

A questo punto, una volta realizzate tutte le immagini statiche per la promozione standard e la brochure del complesso residenziale, ho affrontato il tema del filmato, per offrire al cliente un’esperienza visiva più coinvolgente.

Animazione con Vantage sfruttando i settaggi di V-Ray

Nel momento in cui mi sono trovato a dover realizzare anche l’animazione, ho deciso di rivolgermi a Vantage per un motivo molto semplice: la completa compatibilità con i settaggi di V-Ray.
È come dire che del lavoro svolto in precedenza sulla definizione di materiali, elementi naturali, sfondi e luci non si butta via niente e ci si concentra solo sulla regia, quindi sulle inquadrature e sugli spostamenti della telecamera.

Detta così sembra ovvio, ma fino a un paio di anni fa non lo era affatto. Io ho provato diversi software di rendering e di animazione e la cosa antipatica è sempre stata la necessità di dover rimettere mano alle impostazioni di luci, materiali, sfondi, vegetazione quando si passa dal programma di rendering statico a quello per i video, perché sono diversi e tra loro non si capiscono mai alla perfezione.

Un’altra opzione possibile è quella di fare tutto con un software di rendering in real-time come Enscape o Lumion, che sono ottimi prodotti, ma non è sempre possibile arrivare alla qualità fotorealistica di V-Ray. Sulle immagini degli esterni si nota meno, quando si passa agli interni con luci artificiali, o alle scene notturne, le differenze si fanno più marcate.

Altra possibilità ancora sarebbe usare V-Ray anche per il video, ma significa elaborare un fotogramma alla volta e poi procedere al montaggio con un software dedicato al video editing, così i tempi di elaborazione potrebbero diventare molto lunghi. A me non viene una gran voglia di cimentarmi in un processo del genere, ho fatto filmati di pochi secondi per testare la cosa e non mi pare una soluzione sempre praticabile, mi sembra molto meglio andare a colpo sicuro su Vantage.

Con l’abbinata V-Ray e Vantage il problema è risolto e anche l’utilizzo degli oggetti Chaos Cosmos è condiviso, quindi c’è compatibilità totale anche sugli oggetti 3D.

Potremmo dire che questo progetto ti ha dato tanta più soddisfazione, quanto meno ti ha fatto lavorare?

Più che lavorare meno, quel che volevo sottolineare presentando questo caso è il flusso di lavoro lineare che permette di dedicarsi a ogni fase, senza dover ripetere nessun passaggio più volte. Ci si organizza con la sequenza delle operazioni e ogni cosa che si fa resta buona anche per gli step successivi. 

Questa semplice logicità nel procedere, abbinata a questa qualità d’immagine, secondo me la si trova solo con V-Ray e Vantage, ai quali si arriva da SketchUp, che si dimostra sempre super comodo e duttile nell’importazione e gestione di modelli 3D elaborati anche da altri software.

Dal contatto col cliente alla definizione del lavoro di rendering

Potresti spiegare come si struttura il tuo rapporto con il cliente, anche in merito alla tempistica richiesta per le varie fasi del lavoro?

Quando un cliente mi contatta, cerco di capire che materiale ha e di farmi subito un idea iniziale, anche se, soprattutto nel caso dei progettisti, la prima impressione rimane piuttosto vaga.
Poi di solito si fa un primo incontro (quasi sempre online per ovvi motivi di tempo e spazio), in seguito mi faccio mandare il materiale che hanno già sviluppato e da una prima veloce analisi di questo e delle loro desiderata riesco a formulare un preventivo.

Se ricevo l’incarico, mi dedico solo a quel lavoro e procedo piuttosto spedito con delle prime immagini per sondare il gusto del cliente. Se gli va bene come sto procedendo, si prosegue con qualche altra bozza e revisione, dopodiché preparo le immagini per la consegna finale.

La cosa che ogni tanto lascia un po’ di disappunto iniziale è che io preferisco fare un lavoro alla volta. Mi immergo in un progetto, lo porto a termine e poi ne inizio un altro. Quindi è difficile che al primo contatto io sia subito pronto a iniziare, prima devo finire gli altri lavori che ho già concordato. Di solito, dalla prima chiamata a quando mi metto a svolgere un incarico passano 1-2 mesi, a seconda di quanto lavoro ho.
Al momento mi trovo bene così: è meno stressante, riesco a essere più performante e anche il cliente sa che in quelle due settimane circa (più o meno lo svolgimento di un incarico ha una durata del genere) mi dedico solo a lui e rispetto i tempi di consegna.

In questo c’è anche una ragione meramente pratica: di notte i miei computer renderizzano le immagini, avere più progetti in corso significherebbe avere più computer, o ricorrere alla render farm e tutto diventerebbe più macchinoso, difficile da gestire per me e anche più costoso per il cliente.
Anche il lavoro che ho presentato è durato poco più di due settimane e ne sono stato incaricato circa un mese e mezzo prima.

Libreria Chaos Cosmos per rappresentare sassi, pietre e acqua

Sempre a proposito dei tuoi clienti, ti va di raccontarci qualcosa su esperienze diverse da quelle legate al mercato immobiliare?

Possiamo parlare del concorso per il recupero di un faro alle isole Tremiti, con destinazione turistica, che potrebbe diventare un hotel boutique esclusivo. In questo caso, per me si tratta di rendering per l’architetto Alessandra Piras, per un progetto di concorso. Ci sono varie cose interessanti da dire, ad esempio sugli esterni, su come li ho ricostruiti e adattati alle necessità.

Nell’immagine che segue, le pietre della scogliera che emergono a sinistra, sono fatte con lo stesso materiale Cosmos usato nel vialetto d’ingresso a fianco (si tratta di sassi), in pratica lo scoglio sarebbe un sassolino molto ingrandito, mentre per rendere il ghiaino eterogeneo gli stessi elementi alla scala normale, ossia piccoli, sono stati usati con la funzione scatter. Già che ci siamo, aggiungiamo altre due immagini per esporre meglio il progetto.

Concorso Faro V-Ray Chaos Cosmos Esterno entrata scogliera
Concorso Faro V-Ray Chaos Cosmos Contesto scogliera
Rendering V-Ray per concorso di architettura

Nel prossimo rendering invece, la difficoltà sta nel corretto posizionamento del contesto, ossia il mare all’orizzonte e della piscina (infinity pool) che si deve fondere con esso. In effetti mi pare che la cosa sia riuscita abbastanza bene, perché di solito le persone che guardano l’immagine per la prima volta non capiscono subito che quella è una piscina, colgono il fascio luminoso, poi vedono che l’acqua è un po’ diversa, poi realizzano che quell’acqua è molto più vicina dell’altra e poi chiedono: … ma quella è una piscina? 
Sì, è una piscina che dà l’effetto desiderato di fondersi con il mare.

Concorso Faro V-Ray Chaos Cosmos Esterno piscina borderless

L’interno che segue rappresenta una di quelle particolarità che mi capitano con clienti di questo tipo. Si tratta di una ricercatezza di dettaglio che può diventare un tratto distintivo del progetto d’interni: il motivo della carta da parati rappresenta un centrino tipico pugliese di cui l’architetto mi ha mandato una foto, così come pure gli interruttori sono stati scelti da lei e ovviamente anche le lampade.

È chiaro che lavorare in questo modo implica tempi più lunghi, ma anche un diverso grado di soddisfazione, un diverso livello di esplorazione e definizione del dettaglio e, come dicevo prima, una parte di quell’amore, di quella passione che il progettista ci mette, arriva anche a me.
Credo che per chi fa un lavoro come il mio, queste apparentemente piccole diversità nell’accostarsi al progetto facciano una grandissima differenza.

A questo punto mi pare che abbiamo sviscerato con dovizia di particolari il tuo mestiere, un esempio di flusso di lavoro che si distingue per la continuità di processo tra software diversi e il caso di un progetto molto dettagliato. Nel ringraziarti per la disponibilità, vorrei farti una domanda un po’ fuori contesto: estensioni SketchUp che usi e che consigli?

Io utilizzo tanto e da parecchio tempo un’estensione di SketchUp che si chiama Skatter. Non penso serva spiegare cosa fa, ne abbiamo già parlato, la uso più della stessa funzione sviluppata da Chaos in V-Ray, che è arrivata più recentemente.

Poi direi che non posso fare ameno di RoundCorner, anche qui il nome dovrebbe essere sufficiente: serve ad arrotondare gli spigoli, è un must have per tutti quelli che non si accontentano dei cubi e degli spigoli vivi in generale.

Un po’ di FredoTools per aumentare la potenza di SketchUp a seconda di quello che si preferisce, o del proprio modo di lavorare: se ti sembra che SketchUp abbia una carenza, probabilmente Fredo la colma. Io sono affezionato a Joint Push Pull Interactive che aumenta le possibilità dello spingi-tira.

Artisan è un altro prodotto che mi piace molto perché permette di usare SketchUp come un modellatore organico che lavora con le NURBS.  Infine ci sarebbero quelli per la mappatura dei materiali, come SketchUV.

Il mio consiglio è quello di dedicare del tempo a provare varie estensioni (perché ce ne sono davvero tante, molte gratuite e alcune a pagamento che di solito valgono il loro prezzo), ma poi scegliere di tenere solo quelle poche che servono davvero spesso, in funzione del personalissimo uso che ognuno fa di SketchUp. 

Grazie Marco, alla prossima.

Grazie a voi, è sempre un piacere.

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