Nano Banana Pro è uno strumento di intelligenza artificiale generativa utilizzabile in architettura per accelerare numerose operazioni lungo l’intero processo progettuale. Consente di creare cartografie tecniche da immagini satellitari, generare diagrammi 3D del contesto urbano, produrre fotografie del sito da angolazioni diverse, trasformare schizzi a mano in rappresentazioni realistiche, testare varianti per i prospetti, convertire modelli 3D grezzi in rendering, contestualizzare il progetto in base alla stagione o a un’atmosfera consona. Non sostituisce i software CAD o BIM, ma si affianca ad essi come acceleratore nelle fasi decisionali e di rappresentazione del progetto.
| Fase progettuale | Workflow | Cosa fa Nano Banana Pro |
|---|---|---|
| Masterplanning | Figure ground plan | Converte screenshot satellitari in piante pieni/vuoti |
| Masterplanning | Diagramma 3D del sito | Trasforma viste 3D di Google Maps in diagrammi architettonici |
| Analisi del sito | Fotografie del sito | Genera viste pulite da angolazioni diverse partendo da Street View |
| Analisi del sito | Moodboard | Crea collage di texture e materiali basati sulle coordinate GPS |
| Concept design | Sezioni spaziali | Produce sezioni interpretative da fotografie di interni |
| Concept design | Da schema a planimetria | Traduce diagrammi funzionali in planimetrie con arredi |
| Design development | Schizzi in fotografie | Trasforma disegni a mano in immagini realistiche |
| Design development | Test di facciata | Sostituisce la facciata di un edificio con una reinterpretazione di un modello di riferimento fornito come immagine |
| Design development | Da modello 3D a render | Converte screenshot di modelli 3D in visualizzazioni realistiche |
| Visualizzazione | Contesto via sketch | Aggiunge alberi, percorsi e rocce tramite segni grafici |
| Visualizzazione | Cambio atmosfera | Modifica stagione, illuminazione e stile tramite immagine di riferimento |
Il processo di progettazione architettonica si compone di fasi distinte, ciascuna con esigenze operative e comunicative specifiche. Si parte dalla pianificazione urbanistica, si passa all’analisi del sito, si entra nel concept design, si attraversa lo sviluppo dell’edificio e si arriva alla visualizzazione finale. In ognuna di queste fasi è possibile integrare strumenti di intelligenza artificiale generativa per velocizzare operazioni che, fino a poco tempo fa, richiedevano ore di lavoro manuale e competenze software avanzate.
Nano Banana Pro si inserisce proprio in questo contesto come strumento di supporto per il progettista. Il tutorial pubblicato da Sean, fondatore del canale The Different Design, propone dieci workflow concreti, più uno bonus, che mostrano agli architetti come impiegare Nano Banana lungo l’intero arco del progetto.
L’obiettivo di questo articolo è approfondire ciascun flusso di lavoro, spiegando i passaggi operativi, i vantaggi effettivi e i limiti da considerare, così che ogni professionista possa valutare se e come integrare questo strumento nel proprio metodo di lavoro.
Va chiarito subito un aspetto: Nano Banana Pro (come qualsiasi altro strumento AI) non sostituisce il software CAD o BIM, né elimina la necessità di competenze progettuali solide. Funziona piuttosto come un acceleratore per rendering, modellazione e altre forme di rappresentazione, perché riesce a tradurre input grezzi in output grafici utili nelle fasi decisionali e comunicative del progetto. Chi lavora abitualmente con strumenti come SketchUp, Revit o Rhino troverà in Nano Banana Pro un complemento, non un sostituto.
Masterplan e analisi del sito con Nano Banana Pro
Le prime fasi di un progetto architettonico riguardano la comprensione del contesto urbano e territoriale in cui si interviene. Tradizionalmente, per costruire un quadro chiaro del tessuto edificato circostante si ricorre al rilievo diretto, alle cartografie catastali, alle ortofoto e, sempre più spesso, alle viste satellitari disponibili online. Nano Banana Pro permette di accelerare alcune di queste operazioni, trasformando screenshot di mappe satellitari in elaborati grafici utili alla fase di masterplanning.
#1 Planimetria figura-fondo (mappa Nolli) da immagini satellitari
Il primo workflow riguarda la creazione di un figure ground plan, ovvero quella rappresentazione urbanistica in cui gli edifici vengono campiti in nero e tutto il resto, strade, giardini, piazze, viene lasciato in bianco. Si tratta di un tipo di disegno molto diffuso nello studio della densità edilizia e della morfologia urbana, che normalmente richiede un lavoro di tracciamento manuale non indifferente, soprattutto quando si opera su porzioni estese di tessuto costruito.
Il procedimento proposto nel tutorial è piuttosto diretto. Si apre la vista satellitare di Google Maps, si individua l’area di interesse e si cattura uno screenshot. Lo screenshot viene poi incollato nell’interfaccia di Nano Banana Pro, dove si formula un prompt che richiede di convertire l’immagine in un figure ground plan, colorando in nero gli edifici e lasciando bianco tutto il resto.
Il risultato ottenuto è un elaborato grafico che, pur non avendo la precisione geometrica di un file vettoriale prodotto in ambiente CAD, restituisce in pochi secondi un’immagine leggibile e utile per le prime valutazioni progettuali. Va notato che, una volta ottenuto il figure ground plan in formato raster, è possibile importarlo in un software di grafica vettoriale per convertirlo in tracciati editabili, così da poterlo integrare in tavole di analisi urbanistica più strutturate.
#2 Diagrammi tridimensionali del contesto urbano
Il secondo workflow estende il concetto precedente alla terza dimensione. Invece di limitarsi a una vista zenitale, si parte da una vista 3D della mappa satellitare di Google Maps, che restituisce la volumetria approssimativa degli edifici circostanti. Si cattura uno screenshot di questa vista tridimensionale e lo si incolla in Nano Banana Pro, chiedendo di trasformarlo in un diagramma architettonico del sito in 3D.
Nel prompt è possibile specificare lo stile cromatico e grafico dell’output. Il tutorial suggerisce anche di copiare un diagramma di sito già esistente come riferimento stilistico, così che Nano Banana Pro possa adattare il risultato a un linguaggio grafico coerente con quello del progettista. Il vantaggio principale di questo workflow risiede nel risparmio di tempo: costruire un modello tridimensionale del contesto edificato, anche solo volumetrico, richiede normalmente un lavoro considerevole in SketchUp o in altri ambienti di modellazione. Con questo approccio si ottiene un’immagine chiara in tempi molto ridotti, utile soprattutto per presentazioni preliminari e analisi di contesto.
Analisi del sito: fotografie e mood board testurali
Una volta inquadrato il contesto urbano generale, il progettista ha bisogno di comprendere il sito da vicino, valutandone le caratteristiche visive, materiche e ambientali. In questa fase del processo, Nano Banana per architetti offre due workflow dedicati: uno alla generazione di fotografie del sito e uno alla costruzione di moodboard di texture.
#3 Fotografie del sito da angolazioni diverse
Non sempre è possibile visitare il sito di progetto e anche quando lo si fa, non sempre si riesce a ottenere fotografie da tutti i punti di vista necessari. Il terzo workflow proposto nel tutorial affronta proprio questa situazione. Si parte da uno screenshot catturato da Google Street View, nel caso del video un sito nel CBD di Melbourne in Australia, e lo si incolla in Nano Banana Pro.
Il primo passaggio consiste nel chiedere a Nano Banana Pro di ripulire l’immagine da elementi di disturbo come automobili, passanti o segnaletica temporanea, operazione che in un software di fotoritocco tradizionale richiederebbe un intervento manuale non banale.
Il secondo passaggio è ancora più interessante: si chiede al software di generare un nuovo punto di vista del sito, specificando una rotazione angolare fino a circa 30 gradi rispetto all’immagine originale. Nano Banana Pro è in grado di ricostruire una prospettiva plausibile dell’edificio e del contesto circostante. Si può anche richiedere una vista sopraelevata, come se la fotografia fosse scattata da un edificio più alto situato dall’altra parte della strada.
Naturalmente, le immagini generate non hanno valore documentale, poiché si tratta di ricostruzioni basate sull’intelligenza artificiale e non di fotografie reali. Tuttavia, risultano utili per costruire tavole di analisi del sito visivamente coerenti e per avere un’idea approssimativa di come il contesto appaia da angolazioni non coperte da Street View.
#4 Moodboard di texture basata sulle coordinate GPS
Il quarto workflow introduce un approccio originale all’analisi materica del contesto. Si parte da Google Maps, si individua il sito di progetto e si copiano le coordinate geografiche che compaiono nella parte inferiore dello schermo quando si clicca su un punto della mappa. Queste coordinate vengono poi incollate in Nano Banana Pro con un prompt che richiede la creazione di un moodboard testurale relativo agli edifici e alle strade presenti in quella zona.
Il risultato è un collage di immagini che restituiscono le texture, i materiali e le atmosfere cromatiche tipiche del luogo indicato. Nel tutorial vengono mostrati due esperimenti: uno per Melbourne, che produce immagini con toni grezzi e industriali coerenti con il carattere di quella zona urbana, e uno per Dubai, che genera invece superfici più lisce e tonalità dorate, in linea con l’estetica architettonica locale.
Questo workflow è particolarmente interessante perché permette di avviare una riflessione sui materiali e sul linguaggio architettonico del contesto senza dover effettuare un sopralluogo fisico. Il moodboard così generato può essere utilizzato come base per le scelte materiche del progetto, contribuendo a costruire una risposta progettuale più attenta al contesto.
Concept design: sezioni spaziali e planimetrie
Superata la fase di analisi, si entra nel concept design, il momento in cui le prime idee progettuali prendono forma. Nano Banana per architetti offre in questa fase due workflow particolarmente utili: uno dedicato alla generazione di sezioni prospettiche a partire da fotografie e uno alla trasformazione di diagrammi a bolle in planimetrie.
#5 Sezioni prospettiche generate da fotografie di interni
Il quinto workflow parte da una fotografia di un interno e ne genera una sezione prospettica. L’esempio scelto è il Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright, e lo stile di riferimento è quello delle sezioni di Paul Rudolph, architetto noto per i suoi disegni in sezione estremamente dettagliati, capaci di comunicare con grande efficacia le qualità spaziali degli ambienti interni.
Il procedimento prevede di copiare in Nano Banana Pro sia la fotografia dell’interno sia un esempio di sezione nello stile desiderato, e di chiedere al software di generare una sezione dell’edificio fotografato seguendo il linguaggio grafico di riferimento. Il risultato non è una sezione tecnicamente esatta, ma un’interpretazione visiva che aiuta a comprendere meglio le relazioni spaziali tra vuoto, rampe, piani e altri elementi architettonici.
Nel video viene testato lo stesso approccio anche su un edificio geometricamente più complesso, lo spazio teatrale all’interno dell’Heydar Aliyev Center di Zaha Hadid. Anche in questo caso Nano Banana Pro riesce a produrre un’immagine che, pur non essendo una sezione in senso tecnico, offre una lettura spaziale dell’ambiente utile nella fase di studio dei riferimenti progettuali.
#6 Dal diagramma a bolle alla planimetria arredata
Il sesto workflow è probabilmente uno dei più immediati per chi è abituato a progettare partendo da schemi funzionali disegnati a mano. Si parte da un diagramma a bolle, ovvero da quello schema in cui ogni ambiente del programma funzionale è rappresentato da una forma generica con un’etichetta che ne indica la destinazione d’uso. Questo diagramma viene copiato in Nano Banana Pro con la richiesta di tradurlo in una planimetria architettonica dotata di muri, porte, finestre e didascalie degli ambienti.
Il primo risultato può non essere esteticamente soddisfacente, come ammette lo stesso autore del tutorial. In tal caso, è possibile fornire come riferimento stilistico un’altra planimetria con il linguaggio grafico desiderato. Il software adatta di conseguenza la resa grafica. Un aspetto notevole è la capacità di Nano Banana Pro di riconoscere le etichette testuali presenti nel diagramma a bolle e di sostituirle con blocchi CAD coerenti: ad esempio, un’etichetta cucina viene sostituita con l’inserimento grafico di elettrodomestici e arredi tipici di un ambiente cucina, e analogamente per gli altri locali.
Questo workflow non produce planimetrie utilizzabili direttamente in fase esecutiva, ma consente di passare molto rapidamente da un ragionamento funzionale astratto a una prima rappresentazione spaziale concreta, riducendo i tempi di traduzione tra lo schizzo concettuale e il disegno architettonico.
Design development: schizzi, facciate e modelli 3D
La fase di sviluppo del progetto è quella in cui le soluzioni vengono dettagliate, testate e raffinate. È qui che si definiscono i materiali di facciata, si verificano le proporzioni volumetriche e si producono le prime immagini realistiche del progetto. Nano Banana per architetti propone tre workflow specifici per questa fase.
#7 Trasformare schizzi a mano libera in fotografie
Il settimo workflow affronta una delle operazioni più desiderate da chi progetta con lo schizzo a mano: la possibilità di trasformare un disegno concettuale in un’immagine fotografica realistica senza passare per la modellazione 3D e il rendering.
Nel tutorial vengono utilizzati come esempio gli schizzi dell’architetto Mahmoud Kamel di IDA, professionista con una notevole capacità di sintetizzare le idee progettuali in disegni rapidi ed espressivi. Per verificare l’effetto reale di questi schizzi sarebbe stato necessario costruire un modello tridimensionale, applicare materiali, impostare luci e fotocamere, e lanciare un rendering, un processo che può richiedere diverse ore anche per un operatore esperto.
Nano Banana Pro permette di saltare interamente questi passaggi. Si copia lo schizzo nell’interfaccia del software e si chiede di trasformarlo in una fotografia realistica di un edificio architettonico. Il risultato mantiene la volumetria e le proporzioni del disegno originale, aggiungendo materialità, illuminazione e ombre coerenti. Nel video vengono mostrati due esempi: un edificio commerciale per uffici in una piazza pubblica e un resort, entrambi ottenuti da schizzi di Mahmoud Kamel. In entrambi i casi la traduzione appare convincente e fedele all’intento del disegnatore.
Per chi lavora abitualmente con lo schizzo come strumento di ideazione, questa possibilità apre possibilità concrete di verifica visiva immediata, senza dover interrompere il flusso creativo per passare a un ambiente software diverso.
#8 Sostituire la facciata con un riferimento visivo
L’ottavo workflow è descritto nel tutorial come uno dei più efficaci tra quelli proposti. Si tratta della possibilità di sostituire la facciata di un edificio in un’immagine con una facciata diversa, tratta da un’immagine di riferimento.
Il procedimento è relativamente semplice: si copiano in Nano Banana Pro due immagini, una dell’edificio su cui si vuole intervenire e una della facciata di riferimento, e si chiede al software di applicare la nuova facciata all’edificio mantenendo invariati tutti gli altri elementi, come la volumetria generale, la linea di copertura e il contesto circostante. Nel video vengono testati due tipi di facciata: una con moduli vetrati a lamelle inclinate e una con un sistema in cemento poroso. In entrambi i casi, Nano Banana Pro applica la nuova texture di facciata in modo coerente con la geometria dell’edificio, adattandola alle variazioni di piano e alla linea di gronda.
Questo workflow è particolarmente utile nella fase di design development, perché permette di testare rapidamente diverse opzioni di facciata sullo stesso volume, confrontandole visivamente senza dover modificare il modello 3D o produrre render separati per ogni variante. Il tempo risparmiato può essere significativo, soprattutto nei progetti in cui la scelta del rivestimento esterno è un elemento determinante del linguaggio architettonico complessivo.
#9 Dal modello 3D grezzo alla visualizzazione finale
Il nono workflow riguarda la trasformazione di uno screenshot di un modello 3D in una visualizzazione architettonica realistica. Si tratta di un’operazione che normalmente richiede la configurazione di una scena di rendering completa: posizionamento della camera, impostazione dell’illuminazione, mappatura dei materiali su ogni superficie, inserimento di elementi di contesto come alberi, automobili e figure umane, e infine un lavoro di post-produzione sull’immagine generata.
Nel tutorial viene utilizzato come esempio un modello 3D del Parrish Museum di Herzog & de Meuron, mostrato in una vista grezza di modellazione, senza materiali né contesto. Lo screenshot di questa vista viene copiato in Nano Banana Pro con un prompt che specifica i materiali desiderati e chiede di trasformare l’immagine in una visualizzazione realistica. Il software produce un’immagine dell’edificio ambientato in un paesaggio verde, con materiali applicati e illuminazione naturale, in tempi incomparabilmente inferiori rispetto a un workflow di rendering tradizionale.
È importante sottolineare che la qualità dell’output non raggiunge quella di un rendering professionale prodotto con software dedicati come V-Ray, Corona o Enscape. Tuttavia, per verifiche rapide, presentazioni interne e confronti volumetrici, il risultato è più che adeguato e rappresenta un notevole risparmio di tempo e risorse.
Contesto ambientale e stile visivo dell’immagine
Le ultime due operazioni proposte nel tutorial riguardano la fase di presentazione finale, quando l’immagine dell’edificio è già stata generata e si desidera arricchirla con elementi di contesto ambientale o modificarne l’atmosfera complessiva.
#10 Aggiungere alberi, percorsi e rocce con lo schizzo
Il decimo workflow sfrutta la capacità di Nano Banana Pro di interpretare segni grafici sovrapposti a un’immagine esistente. Si parte da una visualizzazione dell’edificio già generata e si disegnano sopra di essa dei segni colorati che indicano dove si desidera aggiungere nuovi elementi. Nel tutorial, l’autore disegna linee rosse per indicare una fila di alberi, un tracciato blu per segnalare un percorso pedonale e forme rosa per indicare la posizione di alcune rocce nel paesaggio.
Per ogni passaggio, si copia l’immagine con i segni sovrapposti in Nano Banana Pro e si chiede di sostituire quei segni con gli elementi corrispondenti. Il software è in grado di inserire alberi realistici dove erano state disegnate le linee rosse, di creare un sentiero dove era presente il tracciato blu e di collocare rocce nelle aree indicate in rosa.
Come passaggio finale, senza bisogno di ulteriori segni grafici, si chiede a Nano Banana Pro di modificare l’altezza dell’erba, rendendola alta e incolta per ottenere un’atmosfera rurale e campestre. L’immagine viene trasformata in modo coerente, aggiungendo vegetazione spontanea che cambia sensibilmente il carattere complessivo della scena.
Questo workflow è utile perché elimina la necessità di inserire manualmente asset vegetali e paesaggistici nel modello 3D, nel software di rendering o in quello di fotoritocco, operazione che in un flusso di lavoro tradizionale può richiedere tempi considerevoli.
#11 Bonus: cambiare atmosfera e stagione di una scena
L’ultimo workflow presentato nel tutorial è un bonus dedicato alla modifica dello stile e dell’atmosfera di un’immagine sulla base di un’immagine di riferimento. In ambito architettonico, è frequente la necessità di mostrare lo stesso edificio in condizioni ambientali diverse: alla luce del giorno e di sera, in estate e in inverno, con tempo sereno e con la nebbia. Preparare queste varianti in un software di rendering richiede normalmente la duplicazione della scena e la modifica di numerosi parametri.
Con Nano Banana Pro, il procedimento è molto più rapido. Si copia l’immagine di base del progetto insieme a un’immagine di riferimento che mostra l’atmosfera desiderata, e si chiede al software di adattare l’una all’altra.
Nel tutorial vengono utilizzate come riferimento due immagini dello studio di visualizzazione MIR, noto per la qualità cinematografica delle proprie rappresentazioni architettoniche. La prima immagine ha un’atmosfera nebbiosa e calda, e Nano Banana Pro riesce a replicarne l’illuminazione diffusa e le tonalità cromatiche sull’immagine di base.
La seconda immagine mostra una scena invernale al tramonto, con neve, luce artificiale e colori freddi contrastati dalla luce calda degli interni. Anche in questo caso, il software applica le condizioni ambientali in modo coerente, arrivando persino a rimuovere le foglie dagli alberi per simulare la stagione invernale.
Nano Banana Pro nel flusso di lavoro architettonico
I dieci workflow presentati coprono l’intero arco del processo progettuale, dall’analisi urbana alla produzione delle immagini finali. Non si tratta di operazioni isolate, ma di passaggi che possono essere concatenati all’interno di un flusso di lavoro più ampio, in cui Nano Banana Pro affianca gli strumenti CAD e BIM tradizionali.
Il vantaggio principale di Nano Banana per architetti risiede nella velocità con cui è possibile ottenere elaborati grafici di qualità sufficiente per le fasi decisionali del progetto. Le analisi urbanistiche, i diagrammi di contesto, i test di facciata e le visualizzazioni rapide che questo strumento permette di produrre richiedono solo una frazione del tempo normalmente necessario con metodi convenzionali.
Resta inteso che la qualità degli output non è paragonabile a quella ottenibile con strumenti professionali dedicati, né per precisione geometrica né per attendibilità costruttiva. Nano Banana Pro è uno strumento di esplorazione visiva, non di produzione esecutiva.
Per chi desidera approfondire le differenze tra i vari software specifici per CAD, modellazione 3D, rendering e BIM disponibili sul mercato, architools.info offre una panoramica ragionata con confronti coerenti.
Il tutorial completo di Sean è disponibile sul canale YouTube di The Different Design e fa parte di un corso più esteso dedicato a Nano Banana Pro per professionisti dell’architettura.
Per chi desidera prendere in considerazione altri strumenti di intelligenza artificiale specificamente sviluppati per l’architettura, su Architools.com si possono trovare altre 3 soluzioni di spicco: AI Render e AI Assistant integrati in SketchUp; Veras AI per il rendering AI con Enscape e MyArchitectAI.