Il passaggio dal disegno CAD 2D alla modellazione BIM 3D rappresenta oggi una scelta strategica per molti studi di progettazione. In questo scenario, GstarCAD e Revit possono coesistere in modo sinergico, grazie a un workflow che consente di utilizzare una planimetria realizzata in ambiente CAD come base per la modellazione informativa in ambiente BIM. Il tutorial oggetto di questo articolo illustra nel dettaglio come affrontare questo tipo di integrazione, partendo da un progetto creato in GstarCAD fino alla sua rielaborazione tridimensionale all’interno di Autodesk Revit.
Definire una planimetria 2D con GstarCAD
Tutto ha inizio in GstarCAD, software CAD in formato DWG nativo, pensato per offrire un’alternativa economica ma potente ad AutoCAD. In fase di avvio del progetto si parte da un template personalizzato (File DWT), opportunamente aggiornato in base agli standard di studio. L’ambiente di lavoro viene configurato con layer già predisposti, unità di misura corrette e scale adatte alla messa in tavola e alle annotazioni.
Nel disegno della planimetria si impiegano i consueti strumenti CAD come polilinea, offset, taglia, copia e sposta, con il supporto degli snap oggetto e delle opzioni di tracciamento automatico.
Una volta completata la planimetria 2D, il file DWG viene salvato in una directory accessibile e pronto per essere collegato all’ambiente BIM.
Interfaccia e area di lavoro di Revit
All’apertura di Revit, l’utente può scegliere se partire da un template (RTE) oppure da un modello predefinito architettonico. L’interfaccia, simile ad altri software Autodesk, si articola su schede multifunzione, tavolozza delle proprietà, browser di progetto e spazio modello. Revit basa la sua logica operativa sulla priorità di vista: ogni elemento è leggibile e modificabile da prospettive diverse, organizzate nel browser.
Per collegare il file DWG prodotto in GstarCAD, si utilizza la funzione Inserisci > Collega CAD, preferendola all’importazione, poiché consente l’aggiornamento dinamico del disegno nel caso venga modificato in GstarCAD.
Collegare il file DWG 3D in Revit è meglio che importare
Nel processo di collegamento, è fondamentale attivare l’opzione Solo vista corrente per evitare che il DWG si propaghi in tutte le viste del modello. Si seleziona poi l’unità corretta, preferibilmente il rilevamento automatico, che interpreta coerentemente le unità già impostate in GstarCAD.
La selezione dei layer da includere è un passaggio decisivo: solo quelli necessari al ricalco devono essere mantenuti visibili. Questo permette una gestione più snella e mirata del file CAD all’interno dell’ambiente Revit.
Specificare vista corrente e unità di importazione
Durante il collegamento, Revit consente di scegliere le impostazioni grafiche, come il mantenimento dei colori originali o la conversione in bianco e nero. Oltre all’unità di misura, è possibile decidere anche il punto di inserimento, che può essere gestito automaticamente (da centro a centro) oppure manualmente.
Queste opzioni permettono di inserire il file DWG nella posizione corretta, pronto per essere utilizzato come sottoposto da ricalcare.
Scegliere i layer da collegare
Dopo aver selezionato il file DWG e specificato le impostazioni di visualizzazione e posizionamento, Revit mostra un elenco di layer da cui è possibile selezionare solo quelli utili. Tipicamente si mantengono visibili i layer relativi a muri, porte e finestre, escludendo quelli di supporto o poco significativi per il modello BIM.
Una volta completata la procedura, il file DWG viene visualizzato in Revit come entità unica, pronta per essere utilizzata come base per la modellazione.
Ricalcare la planimetria 2D con gli strumenti di Revit
Con la planimetria visibile in Revit, si passa alla fase di ricalco utilizzando gli strumenti BIM. Si parte dal comando Muro, scegliendo un tipo generico e personalizzando le sue proprietà. Ogni muro può essere vincolato a un piano altimetrico specifico (come il piano terra) e parametrizzato in modo da riflettere fedelmente le condizioni progettuali.
Revit consente di lavorare con precisione anche sulle stratigrafie, assegnando materiali e spessori specifici a ogni parete. Le quote temporanee e lo strumento di misura aiutano nel posizionamento corretto, garantendo la coerenza geometrica con il file DWG sottostante.
Infissi come porte e finestre vengono poi inseriti utilizzando famiglie parametriche, capaci di generare forature automatiche nel muro di riferimento. La gestione delle famiglie avviene come in AutoCAD per i blocchi dinamici, con possibilità di duplicare e personalizzare i componenti.
Un modello BIM coerente a partire dal CAD DWG
Il modello 3D così ottenuto non è una semplice estrusione ma un oggetto informativo completo. Ogni muro, infisso o componente possiede parametri e caratteristiche modificabili, ed è pronto per essere integrato in un progetto BIM più ampio. Le modifiche apportate in Revit si riflettono immediatamente nel modello, confermando il concetto di revisione istantanea, che costituisce uno dei pilastri fondamentali della filosofia BIM.
Questa integrazione tra GstarCAD e Revit consente di mantenere la flessibilità e l’economicità del CAD 2D per le fasi iniziali, sfruttando poi le potenzialità del BIM per il coordinamento, la documentazione e l’analisi avanzata del progetto.
GstarCAD: l’alternativa DWG economica e compatibile
GstarCAD è la scelta ideale per chi lavora quotidianamente con il formato DWG, ma cerca un’alternativa più conveniente ad AutoCAD, sia per acquisto di licenze perpetue che per abbonamenti annuali.
Compatibile, stabile e dotato di tutti gli strumenti professionali per la progettazione 2D e 3D, GstarCAD consente di creare disegni tecnici con efficienza e precisione. L’integrazione con Revit illustrata in questo articolo dimostra come GstarCAD possa essere utilizzato efficacemente anche in un processo BIM, fungendo da solida base 2D per la modellazione parametrica.
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