Chi ha lavorato per anni con Archicad sa che c’è un momento preciso in cui il software smette di sembrare un programma e inizia a sembrare un cantiere. I muri sanno di essere muri. Le finestre si infilano dentro le pareti e ci restano anche quando le sposti. Le falde si appoggiano a una gronda con l’inclinazione che gli hai dato, e se cambi quella gronda il tetto si adatta. Poi apri SketchUp e ti ritrovi davanti a un foglio bianco con una matita. Niente muri, niente finestre, niente falde. Solo facce e spigoli.
Eppure, con le estensioni giuste, SketchUp riesce ad avvicinarsi a una logica costruttiva che chi viene da Archicad può riconoscere. Non la raggiunge, questo va detto subito. Ma ci si avvicina abbastanza da chiedersi se, per certi progetti e certi budget, non valga la pena fare il salto.
SketchUp può avvicinarsi alla logica costruttiva di Archicad grazie a un set mirato di Estensioni.
Profile Builder 3 replica i profili parametrici e gli assemblaggi multi-strato, 1001bit Tools genera scale, finestre e tetti con input numerici, Skalp produce sezioni vive con campiture aggiornate in tempo reale, Curviloft modella superfici complesse paragonabili allo strumento Shell, PlaceMaker importa terreno e contesto geolocalizzato, Quantifier Pro estrae quantità e costi come gli abachi interattivi, e la Fredo6 Collection estende le operazioni booleane e i raccordi.
Il costo complessivo delle estensioni può arrivare ai 350–450 €, da sommare all’abbonamento di SketchUp Pro, contro il canone annuale di Archicad. La combinazione non sostituisce un software BIM nativo, perché mancano le relazioni tra elementi, le priorità di intersezione dei materiali, il filtro Ristrutturazione e altro ancora, ma offre un ambiente di modellazione costruttiva coerente per progetti di scala piccola e media.
| Funzione progettuale | Archicad (nativo) | SketchUp + Estensione | Costo estensione | Parità raggiunta |
|---|---|---|---|---|
| Profili parametrici e assemblaggi | Profili complessi con modificatori e priorità di intersezione | Profile Builder 4 – profili lungo percorso, assemblaggi multi-componente, quantificatore integrato | 119 $ | 🟡 Parziale |
| Scale, finestre, tetti parametrici | Strumenti dedicati con risolutore normativo, aperture ospitate nel muro | 1001bit Tools – generatori con input numerico, geometria statica post-generazione | 0-48 $ | 🟠 Limitata |
| Sezioni vive e documentazione | Mappa delle Viste + Book di Layout, campiture automatiche per materiale | Skalp + LayOut – sezioni aggiornate col modello, tratteggi personalizzabili, export DXF | ≈ 79 $ | 🟡 Parziale |
| Superfici complesse (volte, cupole, shell) | Strumento Shell: estrusione, rivoluzione, connessione tra profili | Curviloft – loft per spline, lungo percorso, skinning; geometria non parametrica | 15 – 50 $ | 🟡 Parziale |
| Contesto del sito e terreno | Mesh da dati rilievo, import DWG e ortofoto manuali | PlaceMaker – import geolocalizzato di edifici 3D, terreno, strade, ortofoto | 20 – 109 $/anno | 🟢 Comparabile |
| Computo quantità e costi | Abachi interattivi sincronizzati con il modello BIM | Quantifier Pro – quantità, prezzi unitari, export Excel; richiede disciplina nella modellazione | ≈ 79 $ | 🟡 Parziale |
| Booleane, raccordi, pulizia modello | Operazioni con elementi solidi non distruttive, raccordi spigoli | Fredo6 Collection – JointPushPull, RoundCorner, FredoScale, CleanUp³; operazioni distruttive | ≈ 50 $ | 🟡 Parziale |
| Relazioni tra elementi costruttivi | Finestre ospitate, priorità di intersezione materiali, parapetti agganciati | Nessuna estensione equivalente | — | 🔴 Assente |
| Varianti progettuali e filtro Ristrutturazione | Opzioni di progettazione nello stesso file, stato di fatto / demolizioni / nuovo | Simulabile con Tag e Scene, senza struttura dedicata | — | 🔴 Assente |
| Costo complessivo stimato delle estensioni | 350–450 € | |||
Legenda: 🟢 Comparabile · 🟡 Parziale · 🟠 Limitata · 🔴 Assente
La tabella mette a confronto nove funzioni progettuali centrali nel lavoro quotidiano di chi progetta in Archicad, mostrando per ciascuna l’estensione SketchUp che più si avvicina, il costo e il grado di parità raggiunto. Le due lacune strutturali (Relazioni tra elementi costruttivi e Filtro ristrutturazione) restano i confini netti che separano un modellatore esteso da un software BIM nativo.
Per approfondire il tema delle estensioni architettoniche per SketchUp, su questo blog trovi anche la guida ai migliori plugin SketchUp per l’architettura e il confronto operativo tra SketchUp e Revit per piccoli studi. Se lavori con LayOut per la produzione di tavole tecniche, può essere utile anche l’articolo su come impaginare tavole architettoniche con LayOut.
Chi vuole approfondire la logica BIM di Archicad può consultare la documentazione ufficiale Graphisoft e la guida completa di Luca Manelli.
Sul fronte SketchUp, l’Extension Warehouse ufficiale resta il punto di riferimento per verificare compatibilità e aggiornamenti di ciascun plugin. Il framework di riferimento per l’interoperabilità BIM è lo standard IFC di buildingSMART, utile a capire cosa si guadagna e cosa si perde rinunciando a un ambiente BIM nativo.
Profile Builder 3 è sviluppato da Mind Sight Studios, mentre le estensioni di Fredo6 si trovano su SketchUcation, la community di sviluppatori e utenti SketchUp più attiva al mondo.
Perché un professionista Archicad potrebbe guardare altrove
Archicad è un software BIM completo, sviluppato da Graphisoft fin dal 1984 con l’idea di costruire un modello informativo coerente dell’edificio. Si chiamava prima Edificio Virtuale, più tardi Modello BIM e poi Gemello Digitale, ma è sempre un modello 3D virtuale in scala 1:1 dell’edificio, con tutte le informazioni del BIM associate ai singoli elementi e tutta la documentazione inclusa. Si progetta direttamente in 3D e il modello che ne esce contiene geometrie, materiali, dati quantitativi e qualitativi, riducendo errori e lavoro ripetitivo.
In teoria è tutto perfetto. Il problema è che non tutti i contesti professionali giustificano un investimento del genere. Il costo della licenza è importante, il tempo per padroneggiare davvero l’ecosistema (template compresi) non è banale, e la gestione quotidiana ha una complessità che può risultare sproporzionata se lavori su progetti piccoli o medi, se collabori con studi che usano strumenti diversi, o se semplicemente hai bisogno di un modellatore 3D che faccia il suo lavoro senza troppe cerimonie.
SketchUp sta dall’altra parte dello spettro. Interfaccia ridotta all’osso, curva di apprendimento corta, costi bassi. Il difetto è che non distingue un muro da un parallelepipedo: tutto è geometria generica, facce e spigoli senza identità. Le Estensioni servono esattamente a questo: aggiungono una alla volta strati di intelligenza che riportano il modello verso una logica da progettista.
Se Archicad è un appartamento già completo di finiture e arredi, SketchUp con le sue estensioni è più simile a un loft open space che arredi tu, modulo per modulo. Si spende meno, si guadagna flessibilità, ma bisogna avere le idee chiare su cosa ti serve, altrimenti finisci con un accrocchio.
La logica costruttiva di Archicad, spiegata a chi la conosce già
Prima di parlare di Estensioni conviene mettere a fuoco cosa fa Archicad che SketchUp non fa. Il webinar Archicad Collection: Progettare con Archicad, con Gerardo Maguolo di Graphisoft Italia, entra nel merito in modo piuttosto dettagliato e vale la pena farci riferimento in modo diretto.
Il primo aspetto, quello che forse pesa di più nel lavoro quotidiano, è la questione dei materiali da costruzione e delle priorità di intersezione. Ogni materiale in Archicad non è solo un retino e una superficie: ha anche un valore numerico (da 1 a 1000) che determina cosa succede quando due elementi si incontrano. Se un solaio in calcestruzzo arriva contro un muro in laterizio, il software risolve il nodo da solo, interrompendo il materiale con priorità inferiore contro quello con priorità superiore. Questo si vede in pianta, in sezione, nel 3D. E succede senza che tu debba fare niente (oltre a settare correttamente le priorità dei materiali in uso).
Poi ci sono i profili complessi: sezioni personalizzate per muri, travi, pilastri, con “modificatori” che rendono variabili certe dimensioni, come lo spessore di un rivestimento, l’altezza di un cordolo. È una parametricità locale, applicata alla geometria della sezione, che consente di usare lo stesso profilo in situazioni diverse senza ridisegnarlo ogni volta. Lo strumento Shell crea coperture con estrusione, rivoluzione, connessione tra profili. Lo strumento Forma lavora con estrusioni, tubaggi, deformazioni, raccordi. Le operazioni con elementi solidi (sottrazione, addizione, intersezione) tagliano e combinano in modo non distruttivo.
Le scale meritano un discorso a parte. Archicad ci ha messo dentro un risolutore che propone soluzioni conformi a norme e standard, con la possibilità di disattivare i vincoli quando modelli una scala esistente e le regole non ti servono. Il parapetto è un assemblaggio di componenti (corrimano, balaustri, pannelli, traverse) che segue da solo il percorso della scala o il bordo di un solaio. E poi c’è il Curtain Wall, che permette di creare facciate continue con schemi ripetibili, pannelli singolarmente editabili, motivi personalizzati, finestre parametriche al loro interno.
Infine, le opzioni di progettazione: varianti nello stesso file, confrontabili con combinazioni di viste. E il filtro Ristrutturazione, che distingue stato di fatto, demolizioni e nuovo costruito con rappresentazioni grafiche diverse.
Il filo rosso di tutto questo è che ogni elemento conosce la propria funzione costruttiva e si comporta di conseguenza. In SketchUp questo non succede. Ma diverse estensioni ci provano, ciascuna a modo suo.
Profile Builder 4: profili e assemblaggi che ricordano Archicad
Se dovessi scegliere una sola estensione per avvicinare SketchUp alla logica di Archicad, probabilmente sceglierei Profile Builder 4. Funziona così: definisci la sezione trasversale di un elemento (un cornicione, una trave, una ringhiera) e poi la applichi lungo un percorso nel modello. Il software genera la geometria tridimensionale e se poi cambi il profilo o il percorso, l’elemento si aggiorna.
Chi usa Archicad riconosce subito l’analogia con i profili complessi. La sezione personalizzata del muro o della trave funziona con la stessa idea di fondo: disegni una volta, applichi dove serve, modifichi e il resto si adegua.
Ma la cosa davvero utile è la possibilità di creare assemblaggi, cioè combinazioni di più profili che si comportano come un pezzo unico. Un montante in acciaio con il suo rivestimento e il profilo di finitura, tutti agganciati insieme e tutti modificabili. In Archicad otterresti qualcosa di simile con un Profilo complesso multi-strato o con un Curtain wall personalizzato.
C’è anche un quantificatore integrato: a ogni profilo associ un prezzo unitario, e l’estensione calcola il totale in base a lunghezze e superfici. Una forma semplificata del computo che Archicad gestisce con gli abachi, ma che per molti contesti è già sufficiente.
Dove Profile Builder si ferma è nelle relazioni tra elementi. Due profili che si incrociano non risolvono il nodo, non hanno priorità di intersezione, non si “parlano” come farebbero in Archicad. La parametricità resta sulla geometria e non si estende a proprietà come trasmittanza o resistenza al fuoco. Ma per 119 dollari di licenza, quello che fa, lo fa bene.
1001bit Tools: generare scale, finestre e tetti senza ripartire da zero
Modellare una scala a mano in SketchUp significa costruire ogni gradino, ogni alzata, ogni pianerottolo come pura geometria. È un lavoro che si fa una volta per capire come funziona, ma dalla seconda volta in poi si vorrebbe evitare. 1001bit Tools serve esattamente a questo: offre generatori parametrici per scale, finestre, porte, tetti a padiglione e intelaiature strutturali. Imposti alzata, pedata, larghezza, numero di gradini, e l’estensione tira fuori la geometria.
Lo strumento scala di Archicad verifica le norme, propone ingombri minimi, permette di toccare le singole pedate anche dopo la generazione. Le scale di 1001bit Tools sono geometria statica: le generi, e da quel momento in poi sono un blocco di facce come qualsiasi altro.
Lo stesso discorso vale per porte e finestre. In Archicad la finestra è “ospitata” dal muro, si sposta col muro, l’apertura si adatta, se cancelli il muro sparisce anche la finestra. Con 1001bit Tools la finestra è un componente a sé, e la coerenza con la parete la devi mantenere tu.
Detto questo, resta uno dei primi strumenti da installare per chi vuole usare SketchUp come Archicad. Quella scala che in Archicad fai in trenta secondi, senza 1001bit Tools te la modelli in mezz’ora buona. La versione base di 1001bit Tools è gratuita, la Pro parte da 48 dollari.
Skalp: sezioni vive che si aggiornano col modello
La documentazione automatica è uno dei grandi punti di forza di Archicad. Modifichi il modello e piante, sezioni, prospetti si aggiornano da soli, attraverso la Mappa delle Viste e il Book di Layout. In SketchUp puoi creare piani di sezione, certo, ma il risultato è scarno: niente campiture, niente retini, niente tratteggi con un minimo di dignità grafica.
Skalp cambia le carte in tavola. Crea sezioni vive che si aggiornano quando tocchi il modello, con tratteggi e campiture personalizzabili per ogni materiale. Sposti un muro, la sezione si adatta. Cambi un solaio, idem. Il tutto esportabile in DXF con tratteggi reali, compatibili coi programmi CAD più diffusi.
Per chi viene da Archicad, Skalp è forse l’estensione che dà la soddisfazione più immediata, perché riproduce quel comportamento che considera normale, la coerenza tra modello e documentazione, dentro un programma che per sua natura non lo supporterebbe. Usandolo insieme a LayOut, lo strumento di impaginazione di SketchUp (che fa le veci del Book di Layout), si arriva a produrre tavole tecniche di livello più che dignitoso.
I problemi arrivano con modelli pesanti: l’estensione rallenta e ogni tanto fa cose strane. E soprattutto non ragiona in termini di materiali da costruzione come Archicad. Non riconosce la stratigrafia di una parete multistrato, non assegna il retino giusto in automatico: le corrispondenze tra materiali SketchUp e pattern di tratteggio si configurano manualmente all’inizio. Skalp costa circa 79 dollari una tantum.
Curviloft: volte, cupole e superfici che in SketchUp non faresti mai
In Archicad lo strumento Shell offre estrusione, rivoluzione, connessione tra profili e rivoluzione con deformazione. Volte, cupole, coperture a forma libera vengono fuori con pochi clic. In SketchUp le superfici curve sono da sempre un tasto dolente, perché il programma lavora con facce planari e approssima tutto per segmentazione.
Curviloft, di Fredo6, apre un bel po’ di possibilità in più. Ha tre modalità: loft per spline (superfici lisce tra contorni diversi), loft lungo un percorso (estrusioni complesse) e skinning (superfici tra contorni aperti o chiusi).
Anche le superfici di rivoluzione, pur con una procedural diversa, portano a risultati simili. Il rovescio della medaglia è che Curviloft genera geometria pesante e a volte imprevedibile. Contorni troppo diversi tra loro possono produrre superfici che non sono proprio quelle che avevi in mente. E soprattutto, una volta generata, la superficie è geometria morta: nessuna parametricità residua. In Archicad una Shell la puoi continuare a toccare (angoli, raggi, profili) anche dopo averla creata, e ci puoi fare sopra operazioni solide non distruttive.
Costa 15 $ come estensione singola, 50 $ per il bundle completo Fredo6 (che include anche altri strumenti di cui parliamo tra poco). Richiede la libreria LibFredo6.
PlaceMaker: il contesto reale del sito in pochi minuti
Archicad ha la funzione Posiziona mesh da dati rilievo per creare il terreno partendo da un file di coordinate. PlaceMaker fa una cosa diversa, ma che risponde allo stesso bisogno: importa dati reali (edifici 3D, terreno, strade, alberi, ortofoto) direttamente nel modello, attingendo a fonti geolocalizzate. Tracci un rettangolo attorno al sito e ottieni un contesto tridimensionale che in Archicad costruiresti assemblando DWG, mesh e ortofoto da fonti separate.
La qualità dipende molto dalla zona. Nelle città italiane la copertura aerea è generalmente buona, ma gli edifici 3D dettagliati sono pochi rispetto a quelli che trovi in ambito nordamericano o nel nord Europa. Il sistema a crediti, poi, può costare parecchio per siti estesi. Si parte da 20 dollari per 100 crediti, oppure 109 dollari all’anno con l’abbonamento.
Quantifier Pro: tirare fuori i numeri dal modello
Gli abachi interattivi di Archicad sono uno strumento potente: superfici, volumi, quantità, materiali, costi, qualunque proprietà personalizzata, tutto tabulato e sincronizzato col modello. L’estrazione dei dati non è separata dalla progettazione, è parte del flusso.
SketchUp Pro ha una funzione Generate Report che elenca i componenti con i loro attributi, ma le possibilità sono limitate. Quantifier Pro aggiunge quello che manca: quantità, prezzi unitari, formule di calcolo associate agli elementi del modello. Si esporta in Excel, si aggiorna quando il modello cambia, e si mantiene una forma di sincronizzazione che ricorda gli abachi di Archicad, anche se più artigianale.
Il punto critico è sempre lo stesso: SketchUp non sa cosa sono i suoi elementi. Un muro è un gruppo di facce, punto. Quantifier Pro lavora su componenti e materiali che hai assegnato tu, il che significa che la disciplina nella modellazione deve essere molto più rigida di quanto Archicad richieda. Lì l’organizzazione dei dati è in gran parte automatica. Qui è tutta sulle tue spalle.
Booleane con Fredo6 Collection e CleanUp3 per la pulizia
Le operazioni con elementi solidi di Archicad (sottrazione, addizione, intersezione) sono non distruttive. Selezioni obiettivo e operatore, scegli l’operazione, e il risultato resta reversibile: togli l’operatore e la geometria originale torna come prima.
SketchUp Pro ha strumenti booleani nativi (Union, Subtract, Trim, Intersect, Split), ma sono distruttivi: fatta l’operazione, la geometria originale non c’è più. La Fredo6 Collection allarga il campo con JointPushPull per estrusioni avanzate anche su superfici curve, RoundCorner per raccordi e smussi (l’equivalente della raggiatura spigoli dello strumento Forma di Archicad), FredoScale per scalature controllate e ToolsOnSurface per disegnare su facce non planari.
Nella stessa famiglia c’è anche CleanUp³, gratuito, che elimina facce doppie, spigoli inutili e geometrie nascoste. Non è un dettaglio: se vuoi che Skalp ti generi sezioni pulite e che Quantifier Pro tiri fuori numeri che abbiano senso, il modello deve essere in ordine. In Archicad la pulizia è in gran parte gestita dal sistema stesso, in SketchUp te la devi guadagnare.
Nessuno di questi strumenti offre la reversibilità delle booleane di Archicad. La differenza di fondo è che là l’operazione è un filtro applicato sopra la geometria, qui è una trasformazione definitiva. Bisogna pianificare le operazioni con più attenzione e tenere copie dei componenti originali prima di intervenire. Il bundle completo costa 50 dollari.
Quello che manca e che nessuna estensione risolve
Anche mettendo insieme tutto quello descritto finora, SketchUp non diventa Archicad. Ci sono aspetti della logica costruttiva di Graphisoft che nel mondo SketchUp non hanno equivalenti, nemmeno alla lontana.
Il primo e il più pesante, è la questione delle relazioni tra elementi. La finestra ospitata dal muro, il parapetto agganciato alla scala, il solaio che si raccorda alla muratura con le priorità di intersezione dei materiali. In SketchUp ogni elemento vive per conto suo. Puoi annidarlo in un gruppo, puoi organizzarlo con i Tag, ma non c’è nessun meccanismo che tenga insieme le cose quando le sposti. Sei tu il collante.
Il secondo è la risoluzione automatica dei nodi costruttivi attraverso le priorità dei materiali. Questa funzione è presente in Archicad da sempre ed è alla base di qualunque pianta e sezione fatta come si deve. In SketchUp le intersezioni le gestisci a mano. Se un solaio entra in un muro, sei tu che decidi chi si ferma dove, e lo fai con la geometria, non con una regola.
Il terzo riguarda le opzioni di progettazione (sviluppare varianti nello stesso file e confrontarle) e il filtro Ristrutturazione, che separa stato di fatto, demolizioni e nuovo con grafiche diverse. In SketchUp puoi simulare qualcosa con Tag e Scene, ma è un espediente, non un sistema organizzato.
Tra le estensioni che non ho trattato in dettaglio ma che merita almeno citare, ci sono Medeek (generazione parametrica di muri, capriate e fondazioni per il frame construction nordamericano) e Dibac (elementi architettonici parametrici con muri e aperture che si relazionano un po’ come in Archicad). Sono nicchie specifiche, meno diffuse nel contesto europeo, e la loro disponibilità e aggiornamento vanno verificati caso per caso.
C’è però un aspetto di questa mancanza che può essere interessante e che non è immediatamente ovvio. In Archicad l’intelligenza costruttiva è dentro il software: il programma sa come si risolve un nodo tra solaio e muratura perché le priorità di intersezione codificano un sapere accumulato in quarant’anni di sviluppo. In SketchUp quell’intelligenza ce la devi mettere tu. E questo vuol dire che chi modella in SketchUp con la disciplina necessaria a compensare quello che il software non automatizza finisce per capire, quasi per forza, come funziona la costruzione un po’ meglio di chi lascia fare al programma. Non è un vantaggio operativo, è un costo in termini di tempo e attenzione, ma come effetto collaterale è tutt’altro che trascurabile, soprattutto per chi si sta formando.
Un ecosistema da costruire pezzo per pezzo
Usare SketchUp come Archicad si può, ma in un senso approssimato e consapevole. Nessun set di estensioni trasforma un modellatore generico in un programma con quarant’anni di storia dedicata alla progettazione architettonica. Quello che si ottiene, però, è un ambiente di lavoro dove la modellazione può seguire logiche costruttive più rigorose, la documentazione si genera in modo semi-automatico e il computo dei materiali resta agganciato al modello.
Profile Builder 3 e 1001bit Tools coprono la generazione degli elementi costruttivi. Skalp e LayOut avvicinano SketchUp alla documentazione tecnica. Curviloft e la Fredo6 Collection allargano le possibilità di modellazione. PlaceMaker fornisce il contesto del sito. Quantifier Pro aggiunge il computo.
Il costo complessivo si aggira intorno ai 400-500 dollari, una cifra ben diversa dal canone annuale di Archicad.
Anche la formazione pesa meno, perché ogni estensione si impara per conto suo e si inserisce nel flusso di lavoro un po’ alla volta. Per chi non ha bisogno del BIM strutturato, ma vuole modellare con una logica coerente col processo costruttivo reale, SketchUp con le estensioni giuste è un’alternativa concreta. A patto di accettarne i limiti e di investire in quella disciplina che Archicad ti impone dall’alto e SketchUp ti chiede dal basso.
Testare il flusso di lavoro senza investimenti iniziali
Se uno studio vuole testare un workflow simil Archicad in SketchUp, ma senza un investimento iniziale in estensioni, le soluzioni ci sono e possono già dare dei buoni risultati. Ecco una mappatura funzione per funzione delle migliori alternative gratuite (o integrate in SketchUp Pro), con una nota onesta su cosa si perde rispetto alle estensioni a pagamento trattate nell’articolo.
Profili e forme lungo percorso (alternativa a Profile Builder)
Il primo strumento è già dentro SketchUp: Follow Me nativo. Estrudere un profilo lungo un percorso curvo funziona bene per cornicioni, battiscopa, tubazioni semplici. Quello che manca rispetto a Profile Builder è la possibilità di creare assemblaggi multi-componente (ad esempio un muro a strati), la parametricità post-creazione e il quantificatore integrato. Per forme più complesse lungo percorsi, Extrude Tools di TIG (gratuita) aggiunge estrusioni per direzione, vettore e facce lungo percorso con più opzioni del Follow Me nativo.
Elementi architettonici parametrici (alternativa a 1001bit Tools Pro)
Di 1001bit Tools esiste una versione Free che include già generatori di scale (a rampa dritta, a chiocciola), tetti a falde, muri con aperture e alcuni strumenti per porte e finestre. Rispetto alla versione Pro perdi soprattutto i generatori avanzati di capriate, i tetti mansardati e alcune tipologie di scale più articolate. Per molti progetti residenziali la versione gratuita è più che sufficiente.
Sezioni con campiture (alternativa a Skalp)
SectionCutFace di TIG è gratuita e risolve il problema principale: quando crei un piano di sezione in SketchUp, si genera automaticamente una faccia colorata sulla sezione, rendendo visivamente chiaro cosa è pieno e cosa è vuoto. Non ha però i tratteggi per materiale (il laterizio tratteggiato, il cemento puntinato, il legno a venatura) che sono il vero punto di forza di Skalp. Se lavori con LayOut e puoi aggiungere le campiture in post-produzione su tavola, SectionCutFace diventa un compromesso praticabile.
Superfici complesse (alternativa a Curviloft)
Soap Skin & Bubble è un’Estensione gratuita (o a donazione libera) e genera superfici tensili a partire da loop di bordi chiusi: funziona molto bene per coperture a membrana, cupole, superfici minime. L’approccio è diverso da Curviloft, Soap Skin parte da un contorno e “gonfia” la superficie come una bolla di sapone, mentre Curviloft fa loft tra profili multipli. Tuttavia per volte, cupole e forme organiche il risultato è spesso equivalente. Per superfici di Bézier vere e proprie, c’è anche Bezier Surface (gratuita), utile per superfici controllate da griglie di punti.
Contesto del sito e terreno (alternativa a PlaceMaker)
SketchUp Pro include nativamente Add Location (File → Geolocalizzazione), che importa immagine satellitare e mesh del terreno da Digital Globe. Rispetto a PlaceMaker perdi gli edifici 3D circostanti, le strade come geometria separata, le ortofoto ad alta risoluzione e la scelta tra più provider di dati. Però per posizionare un progetto nel contesto reale con terreno e foto aerea, la funzione nativa è già operativa senza spendere nulla.
Computo quantità (alternativa a Quantifier Pro)
Due strade gratuite. La prima è Generate Report integrato in SketchUp Pro: se assegni attributi ai componenti (materiale, prezzo unitario, fornitore), SketchUp può estrarre una tabella HTML o CSV con quantità aggregate. Richiede disciplina nel modellare, ma è sorprendentemente potente se imposti un template di attributi coerente.
La seconda è OpenCutList, un’estensione open source nata per la falegnameria ma utilizzabile per qualunque computo basato su componenti solidi: genera distinte materiali, liste di taglio, volumi e superfici, con esportazione in CSV. Non ha i prezzi unitari come Quantifier Pro, ma la lista quantità è accurata e la puoi completare in un foglio di calcolo.
Booleane, raccordi e pulizia mesh (alternativa alla Fredo6 Collection)
Qui servono tre strumenti separati, tutti gratuiti. Eneroth Solid Tools migliora le operazioni booleane native di SketchUp (unione, sottrazione, intersezione) con risultati più affidabili e la possibilità di operare su gruppi oltre che su componenti. Solid Inspector² analizza la geometria e segnala (e in molti casi ripara automaticamente) facce invertite, buchi, bordi sovrapposti e altri problemi che impediscono a un gruppo di essere riconosciuto come solido. CleanUp³ elimina in batch spigoli duplicati, facce complanari ridondanti e geometria nascosta inutile, alleggerendo il file. Quello che perdi rispetto a Fredo6 è soprattutto RoundCorner (raccordi e smussi sugli spigoli) e JointPushPull (push/pull su facce curve o multiple): per queste due operazioni specifiche non esiste un equivalente gratuito altrettanto affidabile.
Riepilogo rapido
Se volessi un kit completamente gratuito che copre il massimo possibile delle funzionalità trattate nell’articolo, la combinazione sarebbe: 1001bit Free + SectionCutFace + Soap Skin & Bubble + Eneroth Solid Tools + Solid Inspector² + CleanUp³ + OpenCutList, più gli strumenti nativi Follow Me, Add Location e Generate Report. Costo totale: zero. Copertura rispetto al kit a pagamento: direi intorno al 60-65%, con le lacune principali su campiture di sezione automatiche, raccordi/smussi, profili parametrici multi-strato e contesto urbano 3D geolocalizzato. Bisogna provare e trovare il proprio setup ottimale.