Il tema della rappresentazione architettonica fotorealistica ha attraversato fasi molto diverse nel corso degli ultimi decenni. Dopo un periodo particolarmente fertile intorno ai primi anni Duemila, legato alla diffusione delle prime soluzioni avanzate di computer grafica. Il rendering per Archicad e per le piattaforme BIM in genere sta vivendo oggi una nuova stagione di interesse, spinta in gran parte dall’arrivo delle tecnologie real time. In questo contesto si inserisce Enscape, un motore di rendering in tempo reale sviluppato da Chaos e pensato per integrarsi direttamente all’interno dell’ambiente di lavoro Archicad, senza richiedere l’uso di software esterni, né flussi di esportazione e reimportazione del modello.
Questo articolo si propone di esplorare il funzionamento di Enscape come strumento di rendering per Archicad, ripercorrendo i contenuti di un recente webinar tenuto dall’architetto Mario Ambrogi – BIM & Innovation Manager, in collaborazione con OpenView Solutions, Graphisoft Italia e Tecnobit – Chaos Platinum Partner.
Ray tracing e real time: due approcci al rendering
Per orientarsi nel panorama attuale degli strumenti di rendering per Archicad, è utile partire da una distinzione tecnica fondamentale. La maggior parte dei progettisti, quando si riferisce al rendering, pensa implicitamente a una categoria di soluzioni che in termini tecnici prende il nome di motori ray tracing offline. Si tratta di tecnologie consolidate, presenti sul mercato da decenni, prevalentemente basate sul calcolo CPU, anche se oggi non più in modo esclusivo. Questi motori rappresentano ancora lo stato dell’arte della computer grafica in termini di qualità e fotorealismo e vengono impiegati a livello professionale per la produzione di immagini e animazioni che risultano pressoché indistinguibili dalla realtà. Il prezzo da pagare è un processo tendenzialmente lento e complesso: ogni variazione progettuale richiede un nuovo lancio del rendering, ossia un ricalcolo integrale della scena.
All’estremo opposto si collocano i motori real time, una famiglia di soluzioni che trova le proprie origini nel mondo del gaming. In un videogioco, per ragioni evidenti, non è possibile attendere il calcolo dell’immagine a ogni movimento del giocatore. Ne derivano tecnologie basate in modo esclusivo sulla potenza di calcolo della scheda grafica (GPU), capaci di elaborare la scena in tempo reale senza alcun lancio del rendering. Negli ultimi anni questi motori si sono affinati fino a raggiungere livelli di qualità e realismo decisamente elevati, anche se non ancora del tutto comparabili a quelli dei motori ray tracing tradizionali.
Dall’altra parte, i benefici sono considerevoli. Gli strumenti real time risultano più semplici da apprendere e da utilizzare, l’elaborazione avviene istantaneamente e ogni modifica al progetto si riflette nel modello renderizzato senza interruzioni. Se in ogni istante ciò che si osserva appare già reso in modo realistico, diventa naturale superare la logica dell’immagine statica per esplorare nuove modalità di comunicazione del progetto: panoramiche a 360 gradi, animazioni video, esperienze di realtà virtuale immersiva.
Questa evoluzione trasforma anche il ruolo stesso della visualizzazione nel processo progettuale. Il rendering per Archicad, con l’adozione di un motore real time, non è più soltanto un’elaborazione conclusiva da produrre a progetto ultimato per comunicare al cliente il risultato atteso, diventa piuttosto uno strumento operativo di progettazione, attraverso il quale valutare in tempo reale l’impatto delle proprie scelte spaziali, morfologiche, illuminotecniche, cromatiche e materiche, mano a mano che vengono implementate nel modello. Si configura così un flusso integrato e continuativo di progetto e rappresentazione, dove le due discipline si alimentano reciprocamente.
In Archicad convivono entrambe le tipologie di motore. Nativamente sono integrati Cinerender e Redshift, entrambi prodotti Maxon ed eccellenti rappresentanti della categoria ray tracing. Sul versante real time, Enscape è attualmente l’unico strumento di questa categoria a essere completamente integrato nell’ambiente Archicad, e proprio di questa soluzione si parlerà diffusamente nelle sezioni successive.
Enscape come add-on nativo per il rendering in Archicad
Un aspetto che merita di essere chiarito fin da subito riguarda la natura stessa di Enscape. Non si tratta di un software standalone: dopo l’installazione non lo si troverà nella cartella Programmi su Windows né nella cartella Applicazioni su macOS. Enscape è a tutti gli effetti un add-on di Archicad, disponibile peraltro nelle stesse modalità anche per altre piattaforme BIM e 3D. Lo si troverà esclusivamente aprendo Archicad, nel menu contestuale in alto, come qualunque altra funzionalità nativa del software, in modo del tutto analogo a quanto avviene per Cinerender e Redshift.
Può sembrare una precisazione secondaria, ma in realtà questa caratteristica è ciò che rende Enscape uno strumento particolarmente efficace per chi intenda snellire e velocizzare il processo di rendering per Archicad. L’interazione tra i due ambienti è profonda e simmetrica, e si estende a qualsiasi livello operativo: dall’interfaccia alle modalità di navigazione sul modello, fino alla gestione integrata di materiali, asset e luci. Come si vedrà più avanti, questa integrazione può essere abbinata anche alle capacità di standardizzazione del template Archicad, che può incorporare nativamente risorse Enscape già predisposte per l’uso nei progetti futuri.
Interfaccia e modalità di navigazione nel modello
L’interfaccia di Enscape si attiva dalla barra dei menu superiore di Archicad, da dove si apre una toolbar dedicata che può essere posizionata liberamente nell’area di lavoro o ancorata. Dalla toolbar è possibile accedere a tutte le funzionalità principali senza dover richiamare le singole voci dal menu. La finestra di rendering si lancia con il primo pulsante della barra, oppure dalla voce Start Enscape nel menu contestuale. Al primo avvio è necessario attendere qualche secondo affinché Enscape costruisca l’ambiente realistico, ma dal momento in cui la finestra si apre ci si trova già di fronte a una scena renderizzata, pronta per essere navigata senza alcun calcolo aggiuntivo.
Un suggerimento pratico che emerge dal webinar riguarda l’uso di un secondo monitor. Poiché Enscape opera come finestra separata all’interno dell’ambiente Archicad, lavorare su un unico schermo obbliga a ridimensionare continuamente le due finestre. Disporre di un secondo monitor su cui spostare la finestra Enscape consente di lavorare davvero in parallelo tra i due ambienti, valutando in tempo reale l’effetto di ogni modifica.
La navigazione all’interno del modello Enscape segue le convenzioni tipiche del mondo gaming, il che risulta coerente con l’origine tecnologica di questi motori. Chi abbia familiarità con i videogiochi in prima persona riconoscerà immediatamente i comandi: il tasto W per avanzare, S per indietreggiare, A per spostarsi a sinistra, D per spostarsi a destra. Sono disponibili inoltre modalità di movimento verticale e orizzontale, il passaggio dalla modalità volo alla modalità passeggio (con attivazione di un motore a gravità), la funzione di teletrasporto per raggiungere rapidamente punti specifici del modello e la possibilità di orbitare attorno a un punto, in modo simile a quanto accade con la navigazione nativa di Archicad o con BIMx. Una guida rapida accessibile dal pulsante di aiuto nell’interfaccia Enscape riassume tutte le combinazioni di tasti disponibili. Tra le possibilità più utili si segnala il cambio dell’ora del giorno tramite una combinazione con il tasto Shift, operazione che si riflette istantaneamente sulla scena senza alcun tempo di calcolo.
Sincronizzazione bidirezionale tra Archicad ed Enscape
Il livello di integrazione tra Archicad ed Enscape si manifesta in modo particolarmente evidente nelle dinamiche di sincronizzazione. Per impostazione predefinita, nella toolbar di Enscape è attivo il pulsante Live Updates, che garantisce la trasmissione istantanea di qualsiasi trasformazione applicata al modello Archicad verso il modello Enscape. Questa sincronizzazione opera su molteplici livelli.
Le variazioni ai lucidi e alle combinazioni di lucidi si riflettono immediatamente nell’ambiente Enscape. Se si spengono i lucidi che contengono la vegetazione o gli arredi interni, quegli elementi scompaiono in tempo reale anche dalla finestra di rendering. Lo stesso vale per le funzioni operative quotidiane: nascondere un oggetto in Archicad lo fa sparire istantaneamente dalla scena Enscape. Le sovrascritture grafiche vengono recepite allo stesso modo: se si applica una sovrascrittura per variare le caratteristiche materiche di un componente, il cambiamento si manifesta in tempo reale nel rendering.
Il filtro di ristrutturazione e le opzioni di progettazione, due funzionalità specifiche di Archicad, trovano anch’essi piena corrispondenza in Enscape. Le opzioni di progettazione risultano particolarmente interessanti in questo contesto: se nel modello sono state predisposte varianti progettuali (ad esempio una cucina a isola e una cucina a penisola), il passaggio dall’una all’altra si riproduce istantaneamente nel rendering, consentendo di valutare le alternative in tempo reale dal punto di vista della resa spaziale e luminosa. Anche le operazioni geometriche più comuni, come sezionare il modello, spostare un elemento, aprire una porta o un’anta, trovano immediata corrispondenza nell’ambiente Enscape.
Se lo si desidera, è possibile disattivare il pulsante Live Updates per evitare il sovraccarico della scheda grafica durante fasi di lavoro intensive, riattivandolo solo quando si ritenga utile verificare le trasformazioni nel rendering.
Un secondo livello di sincronizzazione riguarda la navigazione. Di default, la sincronizzazione delle viste tra Archicad ed Enscape è disattivata, per evitare aggiornamenti non richiesti. Attivando il pulsante dedicato Synchronized View, il modello Enscape inizia a seguire esattamente tutti gli spostamenti e le trasformazioni di navigazione applicati in Archicad. È possibile quindi spostarsi nativamente nel modello Archicad e osservare il risultato renderizzato aggiornarsi di conseguenza. La posizione del sole viene trasposta fedelmente, le proiezioni di Archicad si riflettono nelle proiezioni Enscape e, aspetto forse più interessante, le viste e le camere salvate in Archicad possono essere richiamate direttamente per aggiornare l’inquadratura di Enscape. Passando da una vista all’altra nella mappa viste di Archicad — ad esempio da una panoramica del living a un fronte esterno diurno, o da un interno notturno a una vista assonometrica — il modello Enscape riproduce fedelmente non solo il cambio di inquadratura, ma anche tutte le variazioni associate: lucidi che si accendono o si spengono, cambio di atmosfera, tipologia di volta celeste, posizione del sole. Le medesime viste, peraltro, sono accessibili anche dal pannello di gestione vista interno alla finestra Enscape, così da poter navigare la mappa viste senza tornare necessariamente all’interfaccia Archicad.
Un ulteriore elemento di integrazione riguarda i dati BIM. Dall’interfaccia Enscape è possibile interrogare gli oggetti del modello BIM, mantenendo così un collegamento informativo con la struttura dati del progetto anche durante la fase di visualizzazione.
Gestione integrata dei materiali per il rendering
Tra le dinamiche di integrazione più profonde tra Archicad ed Enscape vi è senza dubbio quella relativa ai materiali. È opportuno ricordare che ciò che Enscape e la maggior parte dei software di rendering chiamano materiali corrisponde, nella terminologia di Archicad, alle superfici — non ai materiali da costruzione, che in Archicad hanno un’accezione diversa legata alla stratigrafia degli elementi costruttivi.
Il principio di base è semplice: ogni superficie Archicad è già nativamente un materiale Enscape, e ogni nuovo materiale Enscape diventa automaticamente una superficie Archicad. La corrispondenza è bidirezionale. Se si modifica il colore di una superficie in Archicad, ad esempio portando un laccato bianco su una tonalità di giallo, la variazione si riflette istantaneamente sia nel modello Archicad sia nella finestra Enscape. Specularmente, se si interviene sulle proprietà di un materiale direttamente dall’interfaccia Enscape, il modello Archicad recepisce la modifica senza alcun passaggio intermedio.
In Enscape la gestione dei materiali avviene attraverso una palette dedicata chiamata Material Editor, che elenca tutte le superfici native del progetto Archicad e consente di ottimizzarle per la resa real time. L’intervento non richiede le competenze tecniche tipiche dei software professionali di visualizzazione. I parametri disponibili sono volutamente semplificati: è possibile variare il colore, la quantità di riflessi, la rugosità, la trasparenza e altre proprietà superficiali attraverso cursori intuitivi, osservando in tempo reale l’effetto di ogni regolazione sul modello renderizzato. Aumentando la rugosità si vedranno diminuire i riflessi; aumentando la lucentezza, i riflessi appariranno più netti e definiti. Questa immediatezza rende il processo di definizione materica accessibile anche a chi non abbia esperienza specifica nel campo della visualizzazione.
Material Library e integrazione con il template
Oltre alla possibilità di ottimizzare le superfici già presenti nel progetto, Enscape mette a disposizione una libreria di materiali dedicata, denominata Material Library, che contiene un ampio catalogo di superfici fotorealistiche già pronte per l’uso. Si tratta di materiali di qualunque tipologia — legni, pietre, metalli, tessuti, cementi — che possono essere selezionati, scaricati e importati direttamente nel file Archicad.
Dopo il download, la nuova superficie compare fisicamente nell’elenco delle superfici di Archicad, completa di texture, e può essere assegnata agli elementi del modello attraverso i consueti strumenti di Archicad: per materiale da costruzione, per sovrascrittura grafica, per assegnazione diretta a una faccia poligonale. Anche il posizionamento della texture sulla geometria viene effettuato con le normali funzionalità di allineamento e orientamento delle superfici disponibili in Archicad (come le opzioni presenti nella sezione Rappresentazioni creative).
Un aspetto che merita attenzione speciale riguarda le implicazioni di questa dinamica sul piano della gestione delle risorse di progetto. Nel momento in cui una qualunque risorsa Enscape, una volta utilizzata, diventa disponibile presso l’interfaccia di Archicad, essa risulta a tutti gli effetti una risorsa della libreria Archicad. Le texture delle superfici importate da Enscape vengono fisicamente salvate nel file di progetto Archicad e possono dunque diventare parte di una libreria collegata al template. In questo modo, le superfici utilizzate in un progetto saranno automaticamente disponibili in tutti i progetti futuri gestiti con lo stesso template, senza necessità di importarle nuovamente. È un meccanismo che, nel tempo, consente di costruire un archivio materiali coerente e immediatamente operativo, sfruttando le normali funzionalità di sincronizzazione e uniformazione offerte dal sistema di template di Archicad.
Asset realistici e leggeri nel modello Archicad
La gestione degli asset segue una logica analoga a quella dei materiali. Anche in questo caso, gli asset Archicad — tutti gli oggetti di libreria presenti nel modello, dai divani alle sedie, dai tavoli agli alberi bidimensionali — sono già nativamente asset Enscape. Quando la finestra Enscape è aperta, quegli stessi oggetti appaiono nel rendering con la resa che il motore real time è in grado di produrre. Specularmente, ogni asset scaricato dalla libreria Enscape e posizionato nel progetto diventa un oggetto Archicad a tutti gli effetti, inserito nella libreria incorporata del file e di conseguenza esternalizzabile e riutilizzabile attraverso il template.
La caratteristica forse più interessante degli asset Enscape riguarda il modo in cui vengono trattati all’interno del modello Archicad. Quando un asset Enscape viene importato — che si tratti di un albero, di un arredo, di una figura umana — il suo aspetto nell’ambiente Archicad assume una forma geometrica semplificata, cosiddetta low poly, riconoscibile per il caratteristico colore arancione che richiama il logo di Enscape. Questa geometria a bassa densità poligonale pesa pochissimi kilobyte, risolvendo un problema ben noto a chiunque abbia mai lavorato in ambito visualizzazione con Archicad: l’importazione di oggetti tridimensionali complessi e realistici tende ad appesantire sensibilmente il modello, causando rallentamenti e difficoltà operative. Con Enscape, gli asset appaiono come segnaposto leggeri nel modello di lavoro, ma nel momento in cui vengono visualizzati nella finestra di rendering si trasformano in elementi completamente realistici e dettagliati. Questo vale per la vegetazione, per le persone e per gli arredi.
La libreria asset di Enscape, accessibile da una palette dedicata sia nell’interfaccia Archicad sia direttamente dalla finestra Enscape, comprende modelli e oggetti di qualunque tipologia: vegetazione, illuminazione, mobili, persone, elementi da esterno. Ogni asset può essere selezionato, scaricato e posizionato nel progetto. Il posizionamento può avvenire sia dal lato Archicad, utilizzando le normali funzionalità di inserimento e manipolazione degli oggetti (spostamento, rotazione, ridimensionamento), sia direttamente dalla finestra Enscape tramite drag and drop.
Sostituzione automatica e posizionamento degli asset
Uno degli approcci più efficaci per popolare il modello con asset realistici consiste nello sfruttare le funzionalità di selezione e sostituzione automatica già presenti in Archicad. Se nel modello sono già posizionati degli oggetti segnaposto — ad esempio gli alberi bidimensionali della libreria nativa — è possibile selezionarli tutti con lo strumento Trova e seleziona e sostituirli in blocco con un asset Enscape della specie desiderata. La sostituzione avviene istantaneamente e si riverbera nel modello Enscape, che mostrerà gli alberi realistici nelle posizioni esatte degli originali. Naturalmente, utilizzando una sola risorsa tutti gli elementi risulteranno identici: per un risultato più curato sarà opportuno distribuire diverse tipologie di alberature, operazione che può essere gestita con successive sostituzioni mirate o attraverso le opzioni di progettazione di Archicad.
In Enscape è disponibile anche una modalità di inserimento multiplo particolarmente utile per la vegetazione. Attraverso diversi metodi — ad area rettangolare, ad area circolare o per superficie — è possibile distribuire in modo casuale un determinato numero di asset su una porzione di terreno. Questa funzione risulta preziosa in tutti quei contesti in cui la distribuzione naturale e non regolare degli elementi vegetali è importante per la credibilità della scena.
Tutte le risorse importate e utilizzate possono essere salvate tra i preferiti e incorporate nel template Archicad, così da averle già disponibili nei progetti successivi senza doverle scaricare nuovamente.
Illuminazione della scena con le lampade di Archicad
Il trattamento dell’illuminazione in Enscape riflette la stessa filosofia di integrazione che caratterizza materiali e asset. Non esiste una palette dedicata alle luci all’interno di Enscape, e il motivo è coerente con quanto descritto finora: ogni luce Archicad è già nativamente una luce Enscape. Non occorre creare sorgenti luminose in un ambiente separato. Si utilizza semplicemente lo strumento Lampada di Archicad per posizionare sia lampade vere e proprie (accendibili e spegnibili al bisogno) sia sorgenti luminose di vario tipo — spot, lineari, puntuali — che possono poi essere distribuite nel modello e organizzate in lucidi dedicati.
Il passaggio da una scena diurna a una notturna può essere gestito attraverso le viste Archicad, attivando o disattivando i lucidi che contengono le sorgenti luminose esterne e interne. Accendere o spegnere una lampada in Archicad produce un effetto immediato nella finestra Enscape, senza alcuna operazione aggiuntiva. Anche operazioni molto semplici, come l’accensione di una piantana posizionata in un angolo del soggiorno, si riflettono istantaneamente nel rendering.
Esiste inoltre la possibilità di utilizzare materiali luminescenti, ossia superfici Archicad a cui viene attivata una funzione specifica di auto-illuminazione nel Material Editor di Enscape. Un esempio tipico è la striscia LED da cucina: in Archicad si tratta semplicemente di un oggetto rettangolare a cui è stata assegnata una superficie con proprietà emissive. Nel Material Editor di Enscape è possibile regolare la quantità di luce emessa da quella superficie, ottenendo così effetti di illuminazione indiretta e d’accento senza dover posizionare sorgenti luminose aggiuntive.
Elaborati finali: immagini, video e panoramiche 360
Utilizzare un motore real time per produrre esclusivamente immagini statiche significa, per certi versi, non sfruttare appieno le potenzialità della tecnologia. Enscape consente di ottenere quattro tipologie principali di output, ciascuna con caratteristiche e finalità diverse.
L’output più immediato è lo Screenshot, termine che Enscape adotta volutamente per sottolinearne la semplicità. Si tratta, in sostanza, di un’acquisizione dell’immagine visualizzata a schermo, leggermente rielaborata rispetto alla navigazione in tempo reale. Per ottenerlo è sufficiente posizionarsi nell’inquadratura desiderata e premere il pulsante dedicato. Il tempo di esportazione è molto contenuto, dell’ordine di pochi secondi, e il risultato viene salvato come file immagine. La qualità dell’output risulta generalmente superiore a quella osservata durante la navigazione, poiché il rendering dello Screenshot beneficia di un processo di ottimizzazione che la visualizzazione in tempo reale, vincolata alla fluidità del frame rate, non può permettersi in modo continuo. Va considerato che la qualità complessiva dipende in misura significativa dalle prestazioni della scheda grafica: con una GPU di fascia alta — ad esempio le schede Nvidia RTX o i processori Apple M4 Pro, M4 Max e successivi, dotati di hardware ray tracing accelerato — è possibile ottenere risultati nettamente superiori sia nella navigazione sia nell’esportazione. Con l’Accelerated ray tracing attivo, Enscape è in grado di gestire in tempo reale una forma di ray tracing basata sull’hardware e non sul software, producendo effetti di riflessione, rifrazione e illuminazione globale più accurati senza richiedere tempi di calcolo aggiuntivi.
La seconda tipologia di output è il video. Enscape dispone di una sezione dedicata al video editing che consente di definire diverse posizioni di telecamera, eventualmente appoggiate alle viste Archicad preesistenti, e di generare transizioni animate tra un punto e l’altro. Il software calcola automaticamente il movimento della camera e, volendo, anche la transizione della luce solare nel corso dell’animazione, producendo un file video esportabile in formato MP4. I tempi di elaborazione sono superiori rispetto allo screenshot, ma comunque contenuti rispetto a quanto richiederebbe la stessa operazione con un motore ray tracing tradizionale.
La terza tipologia è la panoramica a 360 gradi, ossia una fotosferica immersiva all’interno della quale è possibile ruotare lo sguardo in tutte le direzioni. La quarta è la cosiddetta Web standalone, un applicativo autonomo che permette al destinatario di navigare liberamente all’interno del modello renderizzato.
Web standalone e virtual tour dal Chaos Cloud
A differenza dell’immagine e del video, che vengono salvati come file sulla macchina locale, le panoramiche a 360 gradi e la web standalone necessitano di un’infrastruttura per poter essere fruite. Una fotosferica richiede un ambiente predisposto per la navigazione immersiva, e una web standalone richiede un server che gestisca lo streaming della scena tridimensionale. Per questo motivo, quando si lanciano queste funzionalità, Enscape carica automaticamente l’output sul portale Chaos Cloud, dove diventa disponibile per la visualizzazione e la condivisione.
La Web standalone offre un’esperienza paragonabile per certi aspetti a quella di BIMx: il destinatario può muoversi all’interno del modello, cambiare il punto di vista, regolare la posizione del sole e accedere a diverse opzioni di navigazione. L’aspetto più interessante di questa funzionalità risiede nella possibilità di condividerla semplicemente attraverso un link. Il destinatario non necessita di avere installato né Archicad né Enscape: la navigazione avviene direttamente dal browser, con il calcolo grafico gestito dai server di Chaos. Di conseguenza, la Web standalone può essere fruita da qualunque dispositivo, compresi tablet e smartphone. È possibile specificare se l’accesso debba essere privato (accessibile solo tramite invito) o aperto a chiunque disponga del link, e abilitare una sezione dedicata ai commenti da parte del visitatore. La qualità di questo output, come segnalato nel webinar, è attualmente inferiore a quella ottenibile nella navigazione diretta in Enscape o negli screenshot, ma si tratta di un ambito in fase di sviluppo attivo da parte di Chaos.
La funzione Panoramica produce risultati qualitativamente molto elevati, del tutto comparabili a quelli del rendering statico. Una volta caricate sul Chaos Cloud, le panoramiche possono essere organizzate in cosiddetti Virtual tour, ossia sequenze concatenate di fotosferiche tra le quali l’utente può spostarsi cliccando su punti di navigazione disseminati nella scena. All’interno di ciascuna panoramica è possibile inserire punti informativi associati a coordinate specifiche dell’immagine: indicazioni sul tipo di finitura utilizzata, link a schede tecniche, annotazioni testuali. Questa operazione si svolge interamente da browser, senza necessità di intervenire nel modello Archicad o nella finestra Enscape. Si configura così una sorta di sistema informativo navigabile, seppure scollegato dalle dinamiche tipiche di un modello BIM, che può essere arricchito e aggiornato anche dopo l’esportazione della scena.
Intelligenza artificiale integrata nel rendering
Chaos ha integrato in Enscape strumenti di intelligenza artificiale che intervengono nella fase di post-produzione del rendering. Si tratta di due soluzioni con finalità e logiche operative distinte: AI Enhancer e Veras.
AI Enhancer: ottimizzazione automatica delle immagini
AI Enhancer, denominato Miglioratore nell’interfaccia in lingua italiana, è uno strumento non generativo. Il suo funzionamento consiste nel prendere lo Screenshot prodotto da Enscape, inviarlo al Chaos Cloud e rielaborarne i pixel per ottimizzare la resa di specifici aspetti che i motori real time, per limiti intrinseci della tecnologia, faticano a trattare in modo pienamente realistico. L’intervento riguarda in particolare il contrasto, la definizione delle finiture superficiali, la qualità dei riflessi, delle trasparenze e delle rifrazioni sui vetri, e la resa della vegetazione.
Il confronto tra l’immagine originale e quella elaborata dall’AI Enhancer mostra differenze apprezzabili soprattutto nei punti critici: i riflessi sul vetro risultano più nitidi e credibili, l’erba in primo piano appare nettamente più realistica, la vegetazione sullo sfondo acquista profondità e dettaglio. L’aspetto fondamentale è che AI Enhancer non inventa nulla: non aggiunge elementi alla scena, non modifica le geometrie, non reinterpreta i materiali. Si limita a perfezionare la resa pixel per pixel, mantenendo piena fedeltà alla composizione e alle scelte progettuali del modello originale. Per questa ragione può essere considerato uno strumento di ottimizzazione del rendering vero e proprio, adatto a chi desideri migliorare la qualità dell’output senza introdurre variabili generative.
L’elaborazione avviene interamente in cloud, il che significa che non grava sulle risorse della macchina locale. È possibile lanciare più iterazioni successive per affinare ulteriormente il risultato.
Veras: rendering generativo con intelligenza artificiale
Veras è uno strumento di natura completamente diversa. Si tratta di un modello generativo a tutti gli effetti, sviluppato da Chaos come prodotto autonomo e successivamente integrato nell’ecosistema Enscape (disponibile con licenza Enscape Premium). A differenza di AI Enhancer, Veras può reinterpretare la scena in modo creativo, generando immagini che si discostano anche significativamente dall’output originale.
L’interfaccia di Veras consente di operare con prompt testuali, attraverso i quali specificare le trasformazioni desiderate, e con prompt negativi, per indicare ciò che non si vuole venga modificato. Sono disponibili due parametri particolarmente rilevanti: il Geometry Override, che determina quanto Veras potrà modificare le geometrie provenienti dal modello Enscape (da zero, massima fedeltà all’originale, a cento, massima libertà creativa), e il Material Override, che controlla in modo analogo il grado di libertà nella reinterpretazione dei materiali. Questa granularità nel controllo dei parametri riflette una progettazione pensata specificamente per il settore delle costruzioni, dove il rispetto delle geometrie di progetto ha un peso diverso rispetto ad altri ambiti di applicazione dell’intelligenza artificiale generativa.
Veras mette inoltre a disposizione strumenti di editing selettivo, che consentono di isolare porzioni specifiche dell’immagine e richiederne la rigenerazione, e funzionalità di video-animazione, attraverso le quali è possibile animare una scena statica in post-produzione. Essendo un applicativo separato da Enscape, benché collegato tramite la finestra Archicad, Veras può essere utilizzato anche in modalità cloud caricando immagini di qualunque provenienza, senza vincolarsi all’output del motore real time.
I risultati ottenibili con Veras mostrano un livello di realismo fotografico molto elevato, con una libertà di reinterpretazione dello spazio che può risultare utile in fase esplorativa: generare rapidamente diverse ipotesi materiche e compositive a partire dallo stesso modello, valutare atmosfere alternative, proporre varianti stilistiche al cliente. In questo senso, come suggerito nel webinar, strumenti come Veras e il più recente AI Visualizer di Graphisoft (che nelle ultime versioni ha compiuto progressi significativi in termini di qualità) vanno considerati più come esploratori di possibilità progettuali che come sostituti del rendering tradizionale. Per un output fedele al modello e ottimizzato nella resa, AI Enhancer resta la soluzione più indicata all’interno dell’ecosistema Enscape.
Requisiti hardware e considerazioni sulle prestazioni
Un ultimo aspetto da tenere presente riguarda i requisiti hardware. Essendo un motore real time basato interamente sul calcolo GPU, le prestazioni di Enscape dipendono in modo diretto dalla qualità della scheda grafica installata. Su macchine Windows, le schede Nvidia della serie RTX rappresentano la scelta di riferimento per questo tipo di strumenti, in quanto dotate di core dedicati al ray tracing hardware-accelerato. Su macchine Apple, i processori della famiglia M4 (M4 Pro, M4 Max) e successivi integrano capacità analoghe. Con hardware di questo livello è possibile attivare l’accelerated ray tracing in Enscape, ottenendo una qualità di navigazione in tempo reale significativamente superiore e tempi di esportazione ancora più ridotti.
Su hardware meno recente, come una macchina di cinque anni fa con una scheda grafica che era performante all’epoca ma non supporta le tecnologie più recenti, Enscape rimane pienamente utilizzabile ma con risultati visivi inferiori durante la navigazione. La qualità degli screenshot esportati risulta comunque superiore a quella osservata a monitor, poiché l’esportazione sfrutta un processo di ottimizzazione che la navigazione in tempo reale non può garantire frame per frame.
Chi intenda adottare Enscape come strumento di rendering per Archicad dovrebbe dunque considerare l’investimento in una scheda grafica adeguata come parte integrante della transizione verso un flusso di lavoro real time. Le informazioni aggiornate sui requisiti hardware sono disponibili sul sito architools.com.
Rendering per Archicad: un flusso integrato e operativo
Il quadro complessivo che emerge dall’analisi di Enscape come motore di rendering per Archicad è quello di uno strumento progettato per ridurre al minimo la distanza tra il modello di progetto e la sua rappresentazione realistica. L’integrazione nativa nell’ambiente Archicad, la sincronizzazione bidirezionale di materiali, asset e luci, la possibilità di richiamare Viste e Opzioni di progettazione direttamente nel rendering, la leggerezza degli asset nel modello di lavoro e la varietà di output disponibili — dallo screenshot rapido al virtual tour navigabile — configurano un flusso operativo in cui la visualizzazione non è più una fase separata dal progetto, ma ne diventa parte integrante.
Per chi utilizza Archicad quotidianamente e desidera integrare la visualizzazione real time nel proprio processo di lavoro, Enscape rappresenta una soluzione che non richiede l’apprendimento di un software esterno né l’adozione di flussi di esportazione complessi. Tutto avviene all’interno dell’ambiente familiare, con strumenti che dialogano nativamente con le funzionalità di progettazione, di gestione dei lucidi, di standardizzazione del template e di organizzazione delle viste.