L’uscita del nuovo manuale sulle versioni online di SketchUp è l’occasione per intervistare l’arch. Marco Chiarello, noto alla community per i suoi tutorial, l’aiuto fornito tramite il forum sketchupitalia, la pubblicazione dei manuali in italiano di SketchUp, V-Ray e il suo sito scuola-3d.it.
Il primo manuale per le versioni online di SketchUp
Benvenuto Marco, finalmente un’intervista, dopo tanti tuoi tutorial pubblicati qui e sul canale YouTube di Tecnobit. L’occasione è questa tua terza (quasi quarta) fatica letteraria, dopo il manuale su V-Ray e le due edizioni di quello su SketchUp. Già dalla copertina e dal titolo si evidenziano un paio di differenze non da poco: hai cambiato editore e anche target. Con questo libro non ti rivolgi più specificamente al pubblico dei professionisti che usano le versioni desktop di SketchUp, ma a una platea più vasta ed eterogenea. Come nasce questo progetto?
Grazie per l’invito e per l’idea dell’intervista, una cosa insolita per me, vediamo come me la cavo.
La genesi di questo libro è stata un po’ travagliata, non ci sono arrivato in modo diretto e avevo il desiderio di mettere assieme più cose che mi interessavano.
All’inizio volevo fare solo un eserciziario, ma più esercizi preparavo, più mi rendevo conto che servivano delle spiegazioni per quel che proponevo. A un certo punto ho cambiato strada e ho mantenuto solo l’idea di includere degli esercizi per far pratica, dando però le basi teoriche per affrontarli al meglio.
Un altro aspetto che mi interessa riguarda in un certo senso l’essenza di SketchUp: è un modellatore non specifico che deve buona parte della sua fortuna all’impostazione dell’interfaccia utente con pochi comandi molto duttili. È molto usato per l’architettura e il design, ma non è uno strumento specifico per un dato settore. Io stesso, anche per mia deformazione professionale, l’ho usato e lo uso principalmente in quell’ambito, ma non sta scritto da nessuna parte che con SketchUp si lavori solo per quel dato settore.
A farmi riflettere su questo aspetto hanno contribuito anche il forum di Tecnobit (che seguo quasi quotidianamente da diversi anni) e questo stesso blog, penso all’artigianato digitale e all’hobbistica degli articoli su Mattley e Rulof.
C’è inoltre tutto il segmento Education: scuole, studenti e insegnanti che usano la versione Free o quella For Schools.
Infine non dobbiamo dimenticare i professionisti che usano SketchUp Go, oppure la versione Free per approcciare gradualmente alle versioni desktop: SketchUp Pro e Studio.
Per quanto io abbia cercato e per quanto ne so al momento, un manuale per la versione Free di SketchUp non c’è, neanche in inglese, quindi ho pensato di farlo io.
Forte dell’esperienza maturata in passato, questa volta ho provato ad arrangiarmi anche per la pubblicazione e fare tutto con Amazon (una forma di autoproduzione accessibile a chiunque), perché mi pare una piattaforma comoda anche per realizzare e commercializzare la versione e-book e la traduzione in inglese, che sono i due prossimi step che vorrei affrontare a breve.
Personalmente preferisco i manuali cartacei, quelli da strapazzare, sottolineare, evidenziare, riempire di glosse, tenere sempre sotto mano, ma sono convinto che molti possano trovare comoda la versione digitale: la si può avere sempre con sé, nel cloud, nello smartphone, a peso e ingombro zero, oppure si può utilizzare per la didattica scolastica, ad esempio per proiettare delle slide.
In più ci sono un paio di dati ineludibili che riguardano le pubblicazioni digitali in genere:
- le immagini si possono zoomare, come pure i testi si possono ingrandire, un’ottima cosa anche per chi ha difficoltà visive;
- non si utilizza carta e soprattutto non la si spreca, è obiettivamente difficile mandare un e-book al macero, no?
Una guida per SketchUp Free, SketchUp for Schools e SketchUp Go
E dal punto di vista specifico della trattazione, ci sono delle differenze tra i tuoi manuali precedenti e questo? C’è qualcosa su cui hai volutamente calcato la mano, o su cui hai volutamente glissato?
Ho cercato di privilegiare ancor più del solito le immagini rispetto al testo, per rendere la trattazione più snella e intuitiva. Alla fine del libro ci sono comunque sei esercizi pratici, svolti in ogni dettaglio, cominciando da cose semplici, come una scaletta di tre gradini da realizzare in legno, fino all’aula scolastica arredata.
L’approccio che ho usato si avvicina parecchio a quello dei professori delle scuole dove si insegna SketchUp, sia per il tipo di esempi (ci sono anche le proiezioni ortogonali), che per il tipo di linguaggio veloce e ricco di immagini esplicative, che spera di riuscire a interessare anche hobbisti e professionisti di discipline varie, che ancora non hanno chiaro se la versione Pro di SketchUp è quel che fa al caso loro.
Ho cercato di produrre un manuale agile anche per una questione di coerenza. Le versioni online hanno il grosso vantaggio di essere veloci in tutti i sensi: niente da installare, sono sempre aggiornate automaticamente, la collaborazione in cloud è facile, sono anche semplificate quindi si impara con più rapidità, è sempre tutto a portata di clic e ovviamente ci si accede da qualsiasi computer via browser.
Sembrerà strano, ma le versioni online sono state una scoperta anche per me, perché ho sempre usato quelle desktop, anzi quasi sempre SketchUp Studio che è la versione più ricca, con V-Ray, Scan Essentials, Revit importer, ecc.
Le app online ormai fanno parte del nostro mondo, ne usiamo quotidianamente di vari tipi in ogni smartphone, tablet e sito web, quindi sono anche un ottimo viatico anche per avvicinarsi alla modellazione 3D gradualmente, permettendo a ognuno di crescere fin dove gli serve, senza dover comprare subito programmi sovradimensionati, o al contrario sentirsi limitato da app con meno funzioni di quelle che servono.
QR codes, Note e materiali online inclusi nel Manuale
Mentre me lo mostravi in anteprima, abbiamo visto anche note di vario tipo e QR codes che fanno capolino qua e là tra le pagine. Vuoi raccontarci meglio di cosa si tratta?
I codici QR riguardano specificamente gli esercizi: si inquadra il codice con lo smartphone e si accede al video tutorial che spiega come fare l’esercizio, al posto di leggerlo. Oppure prima ci si dà una letta su carta e poi si prova a riprodurre l’oggetto dell’esercizio con l’aiuto del video, come si preferisce.
Le note servono a mettere in evidenza varie cose. Ad esempio c’è un paragrafo su SketchUp Diffusion che è lo strumento di Intelligenza Artificiale disponibile in SketchUp e sicuramente merita una trattazione. Ma bisogna avvisare subito che Diffusion è presente solo in SketchUp Go, che è la versione più potente tra quelle online, così gli utenti delle altre due (Free e For Schools) non lo vanno a cercare tra i menu, oppure saltano il paragrafo.
Ho cercato di porre delle note in evidenza proprio per avvertire il lettore prima di addentrarsi in trattazioni specifiche che non riguardano la versione che sta usando. Altre note possono mettere in luce delle differenze tra le diverse versioni per ottenere uno stesso risultato, come ad esempio l’ammorbidimento delle superfici nell’esempio che segue, che trovate anche nella pagina di presentazione del libro sul mio sito scuola-3d.it.
Teoria ed esercizi per tutte la versioni di SketchUp
Questo nuovo manuale consta di 250 pagine, inclusi 6 esercizi pratici con codice QR per vederne il video. In più c’è un area del tuo sito dedicata ai materiali che riguardano il manuale, ossia i file .SKP che hai usato per i vari esempi del libro.
La trattazione teorica del manuale è fatta basandosi specificamente sulle versioni online: SketchUp Free, For Schools e Go. Anche gli esercizi sono calibrati solo su queste versioni?
Direi di no. Gli esercizi vanno bene per chiunque voglia imparare a usare SketchUp. Con le versioni desktop si possono fare delle cose in più che in questo manuale non sono ovviamente trattate, ma non cose in meno. Quindi direi che gli esercizi sono stati pensati (e vengono svolti nei video tutorial) con le versioni online, ma possono andare bene anche per chi ha una versione desktop e vuole fare pratica.
Tutto è volutamente dedicato a utenti che non sono per forza architetti o designer (come invece si fa di norma con le versioni Pro e Sudio), sono piuttosto studenti, insegnanti, artigiani, hobbisti, che sono i principali destinatari delle versioni online di SketchUp.
Gli esercizi sono proiezioni ortogonali, portamatite, scaletta, aula scolastica, ecc., nulla di spiccatamente “architettonico”, tutte cose che servono a prendere la mano con SketchUp e la 3D Warehouse.
A chi è destinata la versione online gratuita SketchUp Free
Provo a partire da alcuni presupposti per arrivare alla domanda:
- è inutile dire il contrario, la versione gratis tira sempre, qualunque sia il software;
- posto che SketchUp for Schools è destinato alle scuole e tutte le informazioni che servono sono disponibili sulla pagina dedicata;
- considerato che SketchUp Go è la versione online più ricca, disponibile anche per iPad, in abbonamento annuale e con tutte le informazioni necessarie disponibili alla relativa pagina prodotto;
tu che segui SketchUp ormai da tanto tempo, riusciresti a raccontarci la storia delle sue versioni gratuite, che indubbiamente hanno contribuito molto alla sua diffusione. La versione Free è cambiata nel tempo, come prevedi che verrà modificata in futuro? A chi consiglieresti di “accontentarsi” di SketchUp Free?
SketchUp Free è ottimo per approcciare al disegno e alla modellazione 3D. Io considero questa versione una sorta di porta d’accesso che consente di toccare con mano come funziona SketchUp (perché le logiche di base sono le stesse) e capire quale sarà la versione più indicata per il singolo utente. Senza preclusioni in merito al settore di applicazione specifico.
Per quanto riguarda la storia della versione gratuita, normalmente ricordata come SketchUp Make, c’è da dire che facciamo riferimento al periodo Google, più o meno tra 2006 e 2012. Prima di allora non c’era la versione gratuita e SketchUp non era così conosciuto.
Io mi ci sono imbattuto quasi per sbaglio nel 2003, grazie a mio padre che faceva l’arredatore. Un amico gliel’ha consigliato, lui lo ha comprato (ho ancora la scatola-cimelio), io avevo da poco iniziato l’università a Venezia e così ho cominciato a giocherellarci.
Il periodo Google ha coinciso con una grande visibilità per il prodotto e con l’integrazione in Google Earth (si potevano caricare i modelli SketchUp direttamente in Google Earth).
Mi pare di ricordare che con la release 6, la versione Make importasse anche i file CAD, ossia i DWG/DXF, cosa che era da sempre prerogativa della versione Pro (a pagamento).
Il perché di tutto ciò a me non è mai stato chiaro, ma ho l’impressione che da lì sia nato il “mito” di SketchUp, software gratuito che fa tutto. Ho sentito più volte la frase Una volta era gratis e importava i file cad, ma per me è vera solo se si considera che una volta e stata solo quella volta, di quella versione. Non si tratta di una sorta di tradizione, o di marchio di fabbrica con cui SketchUp è nato, anzi, talvolta penso che si sia trattato più di una svista.
È vero che SketchUp Make si poteva installare anche su desktop, che si potevano caricare le Estensioni, ma era sempre una versione destinata a finalità non commerciali e, accanto a questa, c’è sempre stata la versione a pagamento, ovviamente senza limitazioni.
La versione Free attuale ha il grande pregio dell’immediatezza: registro il mio Trimble Account e, tempo 1 minuto, comincio a disegnare. Sempre aggiornata in automatico all’ultimo bug-fix, interfaccia semplice, più l’accesso al cloud e alla 3D Warehouse super facili.
Gli strumenti di SketchUp che vanno bene per tutti
Prima abbiamo chiarito che questo manuale non ha un utente specifico dichiarato (i soliti architetti, geometri, ecc.), così come non lo ha SketchUp in sé, perché i suoi comandi sono aspecifici e le sue logiche di modellazione sono poche e basilari. Si modellano superfici, senza che il software abbia cognizione di cosa sia un muro o un tetto, né che esistano relazioni particolari e specifiche tra i due.
Non trovi che in certi casi, quando la progettazione si fa specifica, le basi del disegno di SketchUp siano un po’ un limite? Ad esempio, se bisogna progettare una casa e non ho una piantina 2D in dwg da ricalcare, non sarebbe più comodo “tirare” dei muri già 3D, solo con una linea di riferimento, come con Homestyler, Archicad o Revit?
Il fatto è che finché ci si muove nelle logiche aspecifiche di SketchUp, ti basta conoscere quelle e sai di poter fare quasi tutto quello che vuoi. Quando vai in cerca di un automatismo, devi essere cosciente di come questo cercherà di “piegare SketchUp al suo volere” e quali limiti imporrà.
In termini generali, automatizzare significa velocizzare, ma anche standardizzare; finché stai dentro lo standard imposto, vai anche veloce, ma non ne puoi uscire. Quindi, se la necessità è di tracciare i muri più facilmente, si opta per la versione desktop, si va sull’Extension Warehouse e si pesca l’estensione adatta, tanto ce n’è per tutti i gusti. Però se il muro non è regolare, o se è un po’ strombato, con quell’estensione non lo fai. Questo vale per un sacco di usi specifici per i quali ci sono altrettante Estensioni che consentono quasi di montare sulla base di SketchUp Pro un proprio software su misura, con comandi scelti, adattato a esigenze e a flussi di lavoro specifici.
Se invece le eccezioni sono più delle regole (e secondo me è un caso piuttosto frequente), o si è alle prime armi, quindi non ancora nella condizione di darsi delle regole fisse, conviene usare SketchUp nella sua configurazione base e guadagnarne dalla sua innata semplicità. Questa è l’ottica con cui ho scritto questo libro.