Ospitiamo oggi il prof. Enrico Faggionato, architetto, docente e coordinatore per i corsi di Design manager di ITS Red Academy, presso le sedi di Padova e Treviso, nonché tutor di stage per gli studenti. Con lui approfondiamo l’offerta formativa della fondazione e il modo in cui vengono utilizzati SketchUp ed Enscape all’interno dei programmi di studio.
Tutte le immagini si riferiscono a lavori realizzati dagli studenti e sono concesse da ITS Red Academy.
Prima di cominciare l’intervista, invitiamo a votare i video preferiti, relativi alla quarta edizione dell’ITS Sustainable challenge, per la riqualificazione del villaggio turistico San Paolo di Cavallino Treporti (VE), tenutasi in settembre.
Si tratta di circa 30 brevi animazioni realizzate con SketchUp + Enscape dagli studenti del primo anno del corso di Design Manager.
Le votazioni sono aperte fino a fine novembre.
SketchUp è la scelta di professionisti, insegnanti e studenti
Buongiorno Enrico e benvenuto nel blog di SketchUp Italia. Prima di entrare nel merito delle attività che si svolgono all’ITS Red, volevo chiederti da quanto tempo conosci SketchUp, visto che, oltre a insegnare, continui anche a svolgere la professione di architetto, operando principalmente nel settore del contract alberghiero.
Grazie a voi per l’invito. È vero, continuo anche con la progettazione, ma l’insegnamento è ormai da diversi anni la mia attività prevalente. Diciamo che riesco a fare un paio di alberghi all’anno, che possono essere progetti più o meno complessi a seconda dei casi. Questo mi dà la possibilità di non scollegarmi dall’attività professionale, che per me è molto importante, anche per le sue ricadute didattiche all’interno di un istituto che punta moltissimo sul contatto diretto con le aziende del territorio, gli stage e in generale su un approccio pragmatico che dia agli studenti concrete possibilità di posizionamento nel mondo del lavoro. Non sono mai stato un insegnate “teorico” e non è questo quel che si cerca all’ITS Red Academy.
Per quanto riguarda SketchUp, lo conosco da diversi anni, ma ho avuto modo di approfondirlo soprattutto durante la pandemia, quando purtroppo abbiamo avuto tutti un po’ più di tempo forzatamente libero. Tempo che ho cercato di investire in modo proficuo, apprendendo anche le funzionalità di questo software, che già avevo intuito e che mi piacevano parecchio, sia per la didattica, che per la libera professione. Posso dire circa lo stesso anche per Enscape, con la differenza che si tratta di un’acquisizione un po’ più recente.
Al contrario, in questo periodo sono molto impegnato, soprattutto con ITS Red. Per di più, in questi giorni ci sono le selezioni per l’ammissione ai corsi e le richieste sono davvero tante.
L’ITS Red Academy e gli sbocchi professionali dei suoi corsi
Già che siamo entrati in argomento, ti chiederei di raccontare che cos’è ITS Red Academy, a che studenti si rivolge e quali sono gli sbocchi professionali che offre, in particolare per quanto riguarda il corso di Design manager che è quello che ti vede impegnato in prima persona.
L’ITS Red Academy è una fondazione privata per la formazione di alta specializzazione. È un ITS (Istituto Tecnologico Superiore) che offre percorsi di studio biennali post diploma che mirano a fornire agli studenti competenze in linea con le esigenze delle aziende del territorio. Rientra nell’ambito della formazione terziaria, che è quella che viene dopo la scuola secondaria, quindi ci si può accedere con il diploma di scuola superiore.
Guardando la cosa in termini di EQF (European Qualifications Framework), la maturità corrisponde al IV livello, dopo due anni all’ITS si raggiunge il V livello, con la laurea triennale si arriva al VI, con la magistrale al VII e l’VIII riguarda i dottorati di ricerca.
La formazione terziaria si divide quindi in tecnica (quella che ci riguarda) e accademica (quella del mondo universitario).
Quello che si ottiene all’ITS è un diploma di Stato a tutti gli effetti, che offre una migliore, ma soprattutto più mirata, collocazione lavorativa rispetto al diploma di scuola superiore, ma si hanno anche crediti formativi “spendibili” in diverse università.
Normalmente i nostri studenti provengono da istituti tecnici, soprattutto CAT, e licei, in particolare quelli artistici. Questi due costituiscono lo zoccolo duro dei nostri studenti, ma in verità la loro estrazione diventa sempre più eterogenea, spaziando dai licei classici, ai diplomati in grafica e comunicazione e credo che questa crescente diversità sia un arricchimento per il nostro istituto: contribuisce ad avere più punti di vista, diverse sensibilità e un certo pluralismo che non guasta mai.
Il compito di un ITS rimane comunque quello di fornire uno sbocco diretto verso il mondo del lavoro, stabilendo stretti legami con le aziende e questo agli studenti è chiaro fin da subito: quando si entra all’ITS si smette di essere studenti e si diventa già dei professionisti, perché è questa l’ottica con cui si lavora/studia ed è questo il senso delle molte ore dedicate agli stage in azienda.
La connessione con il mondo imprenditoriale, o delle PMI, è molto chiara, come pure la differenza con il mondo accademico, ma nonostante ciò, ci sono studenti che alla fine dei due anni scelgono di continuare il loro percorso di studi all’università?
Sì, non sono tanti, ma qualcuno di particolarmente capace ha poi scelto di posticipare l’ingresso nel mondo del lavoro e ha preferito laurearsi. In questo momento mi vengono in mente un paio di ex studentesse dell’ITS Red che poi si sono laureate in Design industriale.
A tal proposito ITS Red Academy sta promuovendo delle connessioni con istituti universitari telematici (come Uninettuno, Unimercatorum, ecc.), per vedere riconosciuti i nostri crediti formativi all’interno dei loro piani di studio. E devo dire che vengono riconosciuti parecchi nostri crediti che, a seconda dei casi e previo il superamento di un esame di allineamento, portano già a un buon livello di avanzamento in alcune università.
Questo per dire che gli studenti che magari possono avere qualche incertezza dopo il diploma, tra avvicinarsi rapidamente al mondo del lavoro o iniziare l’università, possono vedere l’ITS come uno step intermedio, del quale, volendo poi proseguire gli studi, non si butta via niente. Non è per questo che nascono gli ITS, ma è pur vero che queste nuove prospettive che si stanno aprendo meritano una certa considerazione.
Se oggi io fossi un neo diplomato, un pensierino ce lo farei: con due anni di ITS mi ritrovo potenzialmente anche una mezza triennale in tasca, che posso portare a termine senza dover cominciare un nuovo percorso accademico da zero. Si tratta di un’opportunità recente e ancora poco nota, ma con l’incertezza da un lato e la ricettività veloce dall’altro, che a mio avviso caratterizzano parecchi giovani studenti, penso possa avere un discreto appeal.
Le materie del corso di Design Manager
Che materie insegni al corso di Design Manager dell’ITS Red Academy e in quali corsi si utilizza SketchUp?
Che materie insegnavo… La verità è che sono sempre più coinvolto e impegnato nelle attività di coordinatore, sia per la sede di Treviso che per quella di Padova ed è gioco forza che debba rinunciare a qualche corso.
Ho insegnato con piacere sia SketchUp che Enscape nei rispettivi corsi specifici, mentre adesso continuo ad adoperarli attivamente in quelli che continuo a tenere: Progettazione degli interni (si tratta di 3 moduli distribuiti nei due anni) e i Workshop Design 1 e 2, che sono quei corsi trasversali che verificano l’apprendimento di tutte le materie, una sorta di verifica che si tiene a fine anno. Sai com’è, mi tocca anche fare la parte del “cattivo”, quello che emette i giudizi finali.
SketchUp viene usato da diversi anni nel corso di Design Manager e in quello di Marketing Manager, in quest’ultimo già da prima che arrivassi, quindi sono almeno 7-8 anni. Io l’ho sempre insegnato con piacere, perché ne sono proprio innamorato, secondo me è super user friendly e da ciò deriva una buona parte della sua utilità per i ragazzi. SketchUp si rivela ottimo anche per capire cos’è la rappresentazione del modello, cosa sono le proiezioni ortogonali, cose che oggi non si possono dare per scontato, perché non tutti gli studenti che arrivano da noi hanno avuto la fortuna di imparare a disegnare con matita e squadrette, o di saper leggere i disegni tecnici.
SketchUp dà agli studenti un grosso aiuto, perché possono lavorare con modelli tridimensionali che ruotati e sezionati danno luogo alle varie viste, dalle quali derivano i disegni tecnici. Il tutto in modo intuitivo e questo permette loro di sperimentare e arrivare a dei risultati concreti, perché SketchUp richiede la conoscenza di relativamente pochi strumenti, che però sono molto duttili. Banalizzando un po’, basta dare agli studenti poche “nozioni” e con quelle loro sono bravissimi a “smanettare” per far saltare fuori quel che hanno in mente.
In più i risultati che si ottengono sono ottimi e questo è molto gratificante, soprattutto per quelli che non hanno un background tecnico assimilato negli anni delle superiori. Questa è un’opinione piuttosto condivisa anche tra i colleghi, non sono l’unico in ITS Red a insegnare SketchUp ed Enscape.
A parte le nozioni tecniche di disegno, sulle quali è abbastanza comprensibile che siano più ferrati gli studenti che arrivano dal CAT, rispetto a chi magari ha fatto il classico, ci sono altre differenze tra gli studenti che provengono da percorsi scolastici diversi, eventualmente anche rispetto all’approccio al software?
Quello che dici è vero, in linea di massima è così, ci sono dei bagagli tecnici che si acquisiscono più in certi istituti che in altri. Sarebbe più strano il contrario. Però non sempre questi “gap” iniziali permangono o precludono, si possono colmare e magari arricchire con il proprio background culturale e personale, tant’è che una delle mie studentesse più brave dell’anno scorso proveniva dal Liceo delle scienze umane e, all’inizio, di disegno tecnico ci capiva proprio poco.
Quello che conta davvero è la volontà, la voglia che uno studente mette in campo, oltre all’essere incentivati, al trovare gratificazione nelle varie materie, nei vari passaggi che portano al conseguimento del nostro diploma. Va da sé che le esperienze in azienda, il contatto umano con i professionisti, il “mettere le mani in pasta”, hanno un ruolo fondamentale in questi processi, che sono essenzialmente motivazionali e individuali, non pragmatici, le loro conseguenze lo sono.
Che tipo di progetti sviluppano gli studenti nei vostri corsi?
A inizio anno si comincia dall’ambiente casa, perché è quello con cui tutti abbiamo per forza un minimo di dimestichezza. Dopodiché, anche per deformazione professionale, faccio rifare ville e hotel, anche da progetti miei, sui quali di sicuro la documentazione non mi manca.
Rifare è sempre una bella palestra, ma se l’autore di quel che si rifà è anche il docente del corso, è ancora meglio, perché riesce inevitabilmente a trasmettere qualcosa in più e all’ITS Red almeno il 70% dei docenti esercitano anche come professionisti, provengono dal mondo del lavoro. Ne abbiamo già accennato e per me è un aspetto fondamentale per questo tipo di istituto. Trasmettere la propria esperienza professionale ha un peso importante in un corso di studi che si rivolge alla realtà lavorativa del territorio.
Non c’è nulla da togliere all’insegnamento accademico, ma qui facciamo un’altra cosa, noi formiamo dei tecnici e bisogna avere tutta l’umiltà e la fierezza del caso. Non sforniamo né architetti, né designer, solamente tecnici, ma preparati al meglio delle nostre possibilità.
Come votare la Challenge di ITS Red Academy 2024
A inizio articolo abbiamo messo in bella mostra la possibilità di votare i progetti realizzati durante l’ultima Challenge che si è svolta al villaggio turistico San Paolo di Cavallino Treporti. Ti va di spiegarci in cosa consiste e come funziona questo tipo di sfida tra studenti?
È esattamente una sfida alla quale vengono invitati a partecipare tutti gli studenti di tutti i corsi di ITS Red Academy. Si tratta di circa 450-500 studenti che per una settimana si ritrovano tutti assieme all’interno di una struttura (quest’anno siamo stati al Villaggio San Paolo) per sfidarsi su dei temi progettuali concreti, quindi alla fine devono produrre un progetto da presentare, così come sono presentati nella playlist di YouTube dedicata all’evento.
ITS cura organizzazione, vitto e alloggio, i ragazzi non devono spendere nulla, come per altro per le altre attività di ITS Red Academy: qui si paga la retta annuale e si chiede di avere un buon computer portatile personale, perché è proprio lo strumento di lavoro indispensabile, per il resto non ci sono altre spese da sostenere.
Tutti i software li forniamo noi, compreso un programma CAD-CAM molto costoso, per gestire le macchine a controllo numerico che diamo sotto stretta sorveglianza della casa madre agli studenti del secondo anno e che spesso diventa materia di stage, perché ci sono diverse realtà aziendali che lo utilizzano in Veneto.
Ti potrei dire che, per lo meno nella provincia di Treviso, le aziende quasi si rubano i tecnici tra loro. Uno studente che ha almeno una formazione parziale su questo software viene già conteso, abbiamo ormai più richieste che studenti e mi dispiace che tutto ciò sia poco noto, perché il lavoro c’è, se lo si sa cercare, se si mantiene un contatto proficuo con la realtà produttiva del territorio.
Gli ITS esistono da molto meno tempo delle università, direi da una dozzina d’anni, per lo meno in Italia, ma secondo me non c’è una competizione tra i due tipi di percorsi, perché rispondono a domande formative diverse. Penso sia ovvio che servono sia i chirurghi che i tecnici di sala operatoria, sia i designer che i tecnici abili a gestire le macchine che portano l’oggetto dalla carta (o dal progetto digitale) alla realtà. Non si può pensare che una professione sia meno dignitosa di un’altra, perché, in un mondo così specializzato come il nostro, servono tutte le figure professionali per riuscire a combinare qualcosa di buono. La dignità è della persona e deriva anche da come fa il suo mestiere, non è insita nel mestiere stesso.
Consideriamo che in Italia gli ITS sono circa 150, ma in Francia sono più o meno 400 e la Germania è sugli 800. Ci sarà un motivo se si investe in questo tipo di percorsi di studio. Io lo dico fin dalle selezioni: qui non formiamo simil-architetti o simil-designer, bensì tecnici di alta specializzazione. Bisogna essere chiari fin da subito: questa è una scuola tecnica che prepara al mondo del lavoro e per quel che vedo, funziona.
Solo per il corso di Design manager che io seguo, abbiamo circa 70 aziende partner e 30 studenti al primo anno. Non posso dire che basta entrare all’ITS per essere assunti, ma che se si esce bene dall’ITS si hanno buone possibilità di assunzione, questo sì.
Questo rapporto diretto e ormai consolidato da anni con tante aziende ci permette di seguire bene i ragazzi durante gli stage, perché è fondamentale che si riescano a produrre delle esperienze di valore per loro. Parliamo di 630 ore distribuite nei due anni, non è poca cosa. I nostri studenti vanno in azienda e cominciano a lavorare e a rapportarsi con i colleghi che li seguono, nessuno finisce a far fotocopie, tanto per capirsi. Sono le aziende che ce li chiedono, è ovvio che ne hanno bisogno e che cerchino di inserirli al meglio.
La challenge, sebbene sia cosa ben diversa dallo stage, si inserisce anch’essa in un percorso di esperienza pratica, in questo caso più incentrata sul lavoro di gruppo, tra colleghi, con un obiettivo concreto da realizzare in tempi rapidi, con una full immersion di 5 giorni.
Torniamo all’utilizzo del software. Ognuno ha il suo portatile, ITS fornisce le licenze che servono, quindi mi immagino che non abbiate dei laboratori con computer.
No, nessun laboratorio con computer. Non ne abbiamo la necessità. Anche perché i nostri studenti lavorano parecchio anche a casa, quindi è decisamente più comodo che ognuno abbia tutto quel che gli serve nel suo pc.
SketchUp, Enscape e altre estensioni
Abbiamo parlato di SketchUp ed Enscape, abbiamo visto rendering e animazioni (quasi tutte le immagini presenti in questo articolo sono tratte da animazioni). Utilizzate altre Estensioni, altri software, i ragazzi ricorrono alla 3D Warehouse?
Partirei dagli altri software. Noi forniamo anche le licenze di Rhinoceros e i ragazzi lo usano principalmente quando devono ricorrere alla modellazione con le NURBS, poi esportano l’oggetto e lo importano in SketchUp.
Per quanto riguarda le Estensioni, qualcuna di quelle gratuite la usano di sicuro, dipende un po’ dai casi specifici. In linea di massima non hanno bisogno di indicazioni in merito, sono tranquillamente in grado di trovare da soli quel che gli serve, anche se io consiglio sempre di evitare le scorciatoie, perché siamo pur sempre a scuola e ogni tanto fa bene sbattere il muso su qualcosa di complicato, senza cercare un modo di aggirare l’ostacolo o semplificare le cose.
Il mio consiglio è sempre quello di ragionare, imparare a usare al meglio i potenti strumenti che SketchUp mette a disposizione, mantenerlo agile, senza riempirsi di estensioni che non servono e ricorrere a quelle che si dimostrano davvero utili in casi specifici.
Per la 3D Warehouse vale lo stesso: usarla cum grano salis. Imparare a valutare anche la qualità e il peso degli oggetti (perché qui come in rete si può trovare un po’ di tutto) e farci ricorso laddove serve. È importante maturare un metodo progettuale, più che reperire tante cose o informazioni che in rete sono disponibili in numero sempre maggiore e sempre più facilmente.
La 3D Warehouse serve per evitare di modellare oggetti complicati che comunque vanno scelti da catalogo e dedicarsi di più agli arredi su misura che di certo non si potranno trovare.
Sicuramente l’involucro edilizio devono modellarlo da soli e poi tutto ciò che è custom made, per sanitari più o meno standard o complementi d’arredo scelti da catalogo, la 3D Warehouse è un grande aiuto, se no non arriverebbero a finire un progetto in tempi utili.
Altro aspetto piuttosto importante è la gestione di tutto il lavoro attraverso un drive condiviso messo a disposizione da ITS Red che i ragazzi usano per condividere documenti e progetti e io uso per revisionare i loro lavori in corso d’opera e anche controllare chi lavora di più e chi meno. Anche questo è un modo per prendere confidenza con l’interscambio tra colleghi e con le responsabilità del lavoro di gruppo in generale.
Non posso che essere d’accordo, penso che sia importante insegnare a gestire un software mantenendolo snello, in modo che si possa rivelare più utile. Parlando di Enscape, quanto è importante il rendering per i tuoi studenti? Quanto conta vedere la cosa “quasi vera” con un effetto realistico di luci naturali e artificiali?
Dal punto di vista motivazionale, il rendering è fondamentale per gli studenti, riuscire a fare una “quasi foto”, oppure le animazioni che permettono di esplorare un modello con il rendering in real-time, dà loro tantissima soddisfazione.
Da 1 a 10, per me Enscape vale 9, lo ritengo un ottimo prodotto e non dimentichiamo che la luce è parte del progetto, nonché indice di un maggior approfondimento e sintomo di una certa sensibilità progettuale degli studenti.
La facilità di gestione che offre Enscape è spettacolare: l’intuitività con cui permette di gestire materiali, inquadrature, percorsi di animazione è impressionante.
Almeno per gli studenti più accorti Enscape è proprio uno strumento di verifica progettuale, permette quasi un confronto al vero di quello che si è progettato e aiuta moltissimo ad approfondire i temi della luce e della matericità delle superfici.
Non dimentichiamo nemmeno la questione della presentazione del progetto al cliente, che è parte integrante dell’attività professionale. Riuscire a produrre dei materiali che hanno un impatto anche emotivo, ma comunque positivo sul cliente, è decisamente importante. Gli studenti si devono allenare anche in questo (come nella Challenge) ed Enscape è rapido, intuitivo, permette di risparmiare tanto tempo e non necessita di conoscenze specifiche che sono proprie della fotografia o della regia. Certo che se uno è anche appassionato di fotografia, si diverte ancora di più.
In un certo senso l’utilizzo di Enscape aiuta anche il docente a dare i voti, perché mette in luce una maggior capacità di approfondimento del progetto che va oltre la modellazione 3D, toccando tutti gli aspetti accennati fin qui. Secondo me è a tutti gli effetti un ottimo strumento di progettazione e di verifica progettuale.
Pensando al fatto che i nostri studenti fanno solo 30 ore di corso su SketchUp e altrettante su Enscape, mi pare che i risultati siano comunque più che dignitosi. Il fatto che siano software intuitivi, favorisce l’approfondimento personale del singolo, perché alcuni si innamorano proprio i questi strumenti ed è ovvio che a casa si cimentino con più piacere.
Grazie Enrico, devo proprio ringraziarti della bella conversazione e per averci raccontato di questa interessantissima realtà formativa che sono gli ITS in generale e l’ITS Red Academy in particolare, auspicandoci che anche questo piccolo articolo aiuti qualche neodiplomato a scegliere con maggior consapevolezza il suo percorso post diploma.
Non ci resta che invitare di nuovo a votare i progetti della Sustainable Challenge sul vostro canale YouTube.
Grazie a voi, è stato un piacere! Votate i video, non importa chi vince, sarà comunque di grande stimolo per tutti.
Si possono votare fino al 29 Novembre, quando andremo tutti al JOB&Orienta di Verona, lì ci sarà l’ultima selezione e votazione che decreterà il gruppo di studenti vincitore.